Mercati, l’andamento del Covid-19 non è più una bussola

Inbona (La Financière de l’Echiquier): “Il cocktail di sostanze dopanti iniettate nell'economia globale continuerà a produrre effetti"
23/06/2020 | Redazione Advisor

“Contrariamente a quanto avevano fatto fino alla fine di marzo, i mercati finanziari non utilizzano più l'andamento della pandemia alla stregua di una bussola”. Clément Inbona, gestore di La Financière de l’Echiquier, spiega che “non essendo riusciti ad arginare la corsa folle della pandemia a livello globale, i governi e le banche centrali hanno utilizzato un cocktail efficace di dopanti che un ciclista non avrebbe rifiutato alla fine degli anni '90: iniezioni di liquidità monetaria, sostegno massiccio all’occupazione con la cassa integrazione, agevolazioni fiscali e prestiti garantiti. Se ne percepiscono già gli effetti. Nelle ultime settimane, gli economisti sono stati colti alla sprovvista da statistiche migliori del previsto”.
 

In Francia, ad esempio, “l'INSEE ha rivisto al ribasso la portata della recessione nel quarto trimestre: -17% annualizzato contro -20% della stima precedente. Anche i consumatori europei e americani hanno sorpreso positivamente con acquisti superiori al previsto già a maggio. Come per le gare sportive, la fiducia è importante almeno quanto l'abilità fisica. Dopo essere stata gravemente intaccata all'inizio della crisi, la fiducia si sta ora rafforzando sia per i consumatori che per le imprese. Questo è un parametro chiave per l'accelerazione della ripresa, che i mercati finanziari hanno ben compreso.

“Anche se la strada da percorrere rimarrà tortuosa e accidentata – prevede l’esperto - il cocktail di sostanze dopanti iniettate nell'economia globale continuerà a produrre effetti sia a livello fisiologico che psicologico. I mercati non possono che accoglierne con favore gli effetti a breve. A più lungo termine sarà invece necessario lottare contro gli effetti collaterali della terapia, dall'aumento strutturale della disoccupazione al crescere delle disuguaglianze”.

“Non c'è alcun dubbio che i dottori Powell, Lagarde, Macron, Merkel e altri faranno ulteriori test e proveranno nuove terapie di fronte a questa sfida senza precedenti”, conclude Inbona.

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