India, la strada della ripresa sarà tortuosa

Fong (Aberdeen SI): “L'opportunità da cogliere a più lungo termine è il modo in cui il Paese si posizionerà con l'intensificarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Cina”
23/06/2020 | Redazione Advisor

Kristy Fong, manager of Aberdeen New India Investment Trust, Aberdeen Standard Investments, rileva come “l'economia indiana è stata messa a dura prova dall'esteso lockdown e il ritmo dell’allentamento è stato lento e discontinuo. Nei nostri incontri con le società riusciamo ad avere poca visibilità su quando la situazione tornerà a stabilizzarsi e il trend di revisione al ribasso degli utili potrebbe essere appena iniziato. senza tralasciare che il governo è in difficoltà dal punto di vista fiscale. La Banca centrale ha fatto la parte più consistente, con un pacchetto di stimoli che ha fornito maggiore sostegno in termini di liquidità ai redditi più bassi, alle PMI (micro, piccole e medie imprese) e al settore in difficoltà delle società finanziarie non bancarie (NBFC)”. 

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi? “Anche se l'India dovesse riaprire, non ci aspettiamo una ripresa senza intoppi. Almeno, non per quest'anno. Un tema ovvio che emerge dalla crisi Covid-19 è il consolidamento a livello di settori. Molte società sono in difficoltà, soprattutto quelle del cosiddetto settore informale, che dipendono dalla generosità del governo o che si trovano ad affrontare difficoltà finanziarie. Pochi avranno il vantaggio di bilanci e catene di fornitura solidi, della superiorità della supply chain e della logistica, o delle capacità distributive e tecnologiche necessarie per conquistare quote di mercato in un quadro incerto. Queste sono infatti le caratteristiche delle società eccezionali che crediamo emergeranno come vincitrici a lungo termine e sono ben rappresentate nel nostro portafoglio”.

L’economista spiega che “l'opportunità da cogliere a più lungo termine è il modo in cui l'India si posizionerà con l'intensificarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Cina. L'India spera di diventare la base produttiva preferita a basso costo per le multinazionali che cercano di ridurre al minimo il rischio di sanzioni statunitensi contro i prodotti made in China. A tal fine, il Primo Ministro Modi ha proposto riforme del lavoro e della proprietà per attrarre investimenti diretti esteri. Da ultimo, ci troviamo di fronte a un mercato che è sensibilmente più a buon mercato di quanto non fosse in precedenza”.
 

“In effetti, le società indiane stanno ora trattando a livelli significativamente al di sotto dei loro multipli di price to book a dieci anni. A meno di potenziali flessioni degli utili a breve termine, questo è un periodo interessante per puntare su titoli di alta qualità a valutazioni interessanti. Continueremo ad essere attenti e selettivi nell'individuare queste opportunità bottom-up”, conclude Fong.

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