Sostenibilità, la ricetta di Candriam per le sfide post Covid-19

Matthieu David: “La finanza può creare strumenti per drenare le risorse necessarie al finanziamento di progetti a tutela dell'ambiente come fatto con i green bond”
13/07/2020 | Redazione Advisor

Matthieu David, head of italian branch di Candriam, intervistato da MF-Milano Finanza, spiega che le Sfide che abbiamo davanti in termini di sostenibilità non sono “nuove, piuttosto che sono sempre più evidenti, anche per l'opinione pubblica. Gli intermediari finanziari devono saper accompagnare le scelte dei risparmiatori verso strategie che integrano i criteri ESG, e gli asset manager devono dirigere i capitali verso aziende virtuose dal punto di vista ESG. Gli investitori istituzionali hanno diritto di presenziare e votare nelle assemblee delle aziende di cui sono azionisti, sensibilizzando il management verso un maggiore impegno su diritti e parità di trattamento degli shareholder, accuratezza delle informazioni finanziarie, responsabilità e indipendenza del cda, sostenibilità ambientale”.

David racconta che “nel 2019 come Candriam abbiamo contattato direttamente oltre 200 aziende, e partecipato a 946 assemblee votando contro il management almeno nel 70% dei casi. Abbiamo votato in oltre 13 mila risoluzioni, respingendo le proposte del management nel 14% dei casi. Instradare le aziende verso comportamenti virtuosi, piuttosto che escluderle direttamente, è certamente più produttivo. Per essere efficaci, gli investitori devono attrezzarsi con competenze interne, know-how diffuso e capacità di controllo e di reportistica. Sulla spinta della direttiva Iorp 2 ad esempio i fondi pensione ci chiedono di produrre una reportistica specifica, o di supportarli nella formazione dei cda in ottica di engagement”.

Quale ruolo può avere il settore finanziario nella lotta al cambiamento climatico? “Oltre ad agire nel pieno rispetto degli alti standard ambientali e di inclusione sociale e a svolgere una forte attività di engagement, la finanza può creare strumenti per drenare le risorse necessarie al finanziamento di progetti a tutela dell'ambiente, come fatto con i green bond. Un contributo importante può certamente venire anche dalle nuove normative europee che possono garantire la diffusione di pratiche omogenee, ad esempio nell'erogazione del credito verso i soggetti più impegnati nella lotta al climate change”.

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