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Gestore della settimana: tutte le opportunità dell’e-commerce

7/20/2020 | Daniele Riosa

Guy de Blonay (Jupiter AM): “I vincitori della migrazione verso questo settore sono i fornitori di pagamenti online come Adyen e Paypal”


Guy de Blonay, gestore Global Financials & Financial Innovation di Jupiter AM, che analizza come la crisi innescata dalla diffusione del Covid-19, in particolare le misure di lockdown, abbiano influito sul settore dei pagamenti velocizzando trend già esistenti come l’abbandono del contante a favore di pagamenti digitali.

Blonay spiega che “le misure di lockdown implementate a seguito della pandemia hanno avuto implicazioni profonde sullo stile di vita delle persone. Una di esse, ha riguardato il settore dei pagamenti, dove vi è stato un picco delle attività di e-commerce. Forse ancora più importante, il Covid-19 sta rendendo sempre meno marcata la linea che separa l’e-commerce dalle vendite al dettaglio tradizionali, poiché le misure di distanziamento sociale obbligano i commercianti a ripensare le strategie ‘go-to-market’ e a costruire una presenza interscambiabile nei canali digitali e off-line. Naturalmente, nessuno di questi trend è nuovo. Ma la velocità del cambiamento probabilmente è aumentata, facendo un salto di qualche anno, e i fornitori di servizi di pagamento online sono i vincitori. Beneficiano infatti del passaggio all’e-commerce e usufruiscono di nuove opportunità di ricavi, facendo leva sulla propria tecnologia per aiutare i venditori al dettaglio tradizionali nella transizione verso il nuovo mondo ‘omni-canale’. A livello generale, il Covid-19 ha portato a un’accelerazione della transizione verso le società senza contanti, globalmente: ciò dovrebbe rivelarsi un elemento netto positivo per tutti gli operatori, nonostante l’importante spostamento di quote di mercato sull’e-commerce”.

“Quasi due mesi di lockdown e di chiusure dei negozi – rileva l’esperto - hanno creato un picco per le vendite al dettaglio online in tutto il mondo. I dati di Bank of America indicano che l’online ha rappresentato circa il 30% delle transazioni con carta negli Stati Uniti a maggio, in rialzo rispetto al circa 15% che si registrava prima delle misure di distanziamento sociale. I negozi fisici hanno riaperto da poco, ma è difficile dire quanto il passaggio all’online resisterà nel lungo periodo. Tuttavia, riteniamo che il cambiamento nel comportamento dei consumatori creato dalla pandemia, per esempio con il lavoro da remoto, avrà conseguenze di lungo termine. Per la prima volta, le vendite online hanno coinvolto nuove classi demografiche (45 anni e oltre) e nuove categorie di prodotto (alimentari, prodotti sanitari, ristorazione). Dati di Nielsen mostrano che, nel solo Regno Unito, 600.000 famiglie hanno provato lo shopping online nelle prime settimane di lockdown. Ancora più importante sottolineare che il tasso di penetrazione dell’e-commerce prima del Covid-19 lascia intravedere un grande spazio di crescita. La quota online di vendite al dettaglio supera il 20% in Cina, si attesta attorno al 15% negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma resta sotto il 10% nell’Europa Continentale e in Giappone. Nel complesso, siamo quindi ottimisti sul ritmo di crescita del mercato dell’e-commerce (tra il 13 e il 15% prima del 2020), che probabilmente avrà una spinta di lungo termine”.

Guy de Blonay rileva che oltre all’e-commerce, “il distanziamento sociale ha favorito modalità ibride di acquisto, a metà tra l’online e l’esperienza fisica. Per esempio, un cliente potrebbe voler guardare le scorte online per un certo prodotto in diversi negozi, pagare per la transazione usando il proprio smartphone e infine ritirare il prodotto qualche ora dopo nel luogo stabilito (acquisti c.d. “click and collect”). Comprare un prodotto online, ma poter effettuare un reso in un negozio (c.d. “click and return”) può rappresentare un’altra opzione popolare, soprattutto in settori come quello dell’abbigliamento. Senza dubbio, la linea di demarcazione tra vendite online e fisiche si sta assottigliando da molto tempo, ben prima dello scoppio della pandemia. Nel 2016, uno studio di Deloitte mostrava che le esperienze dei consumatori sui canali digitali (online o mobile) influenzavano in verità 56 centesimi per ogni dollaro speso nei negozi fisici".

Tuttavia, "la posta in gioco è ancora più alta in un contesto dove il distanziamento sociale potrebbe essere la norma per un po’. Una strategia omni-canale può sembrare facile da implementare, in teoria. Ma in pratica, le aziende hanno faticato a offrire ai loro clienti esperienze semplici ed integrate attraverso tutti i canali, digitali o fisici. Per promuovere l’offerta giusta al momento giusto, bisogna avere un unico bacino di dati, che raccolga le informazioni sulle transazioni con tutti i metodi di pagamento, in tutti i canali, per ogni singolo consumatore. Ciò si è dimostrato difficile da fare, data la frammentazione dell’attuale scenario di processazione dei pagamenti, con molti venditori che usano partner diversi per i pagamenti online e in negozio, per esempio”.

“I vincitori della migrazione verso l’e-commerce – continua l’economista - sono i fornitori di pagamenti online come Adyen e Paypal. Quest’ultimo ha annunciato un numero record di aperture di nuovi conti nel primo trimestre. L’emergere dell’approccio omni-canale offre a questi operatori l’accesso al mercato dei pagamenti nei negozi tradizionali, le cui transazioni rappresentano ancora quasi l’80% di tutti i pagamenti. Adyen ha guadagnato terreno grazie alla sua tecnologia unica, che rende possibile per il venditore processare tutte le transazioni effettuate in negozio, così come quelle online, sulla stessa piattaforma. Sia Adyen sia Paypal sono titoli detenuti nella nostra strategia di investimento sui finanziari. Altri titoli in portafoglio, come i fornitori di pagamenti più tradizionali, quali Global Payments negli Stati Uniti, Wordline e Nexi in Europa, hanno buone carte da giocare”.

“Il Covid-19 ha fatto accelerare la transizione verso una società senza contante, che dovrebbe rivelarsi un elemento netto positivo per questi operatori, nonostante lo spostamento di quote di mercato dai negozi fisici all’e-commerce. Wordline e Nexi possono offrire i benefici dell’innovazione e dell’approccio multi-canali ai piccoli venditori, che restano sotto-serviti dalle banche e dai player dell’e-commerce”, conclude de Blonay.

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