La pandemia non ferma il trend della pet care

Il mercato della cura degli animali domestici rimarrà resiliente anche durante l’attuale crisi. Le previsioni di Robeco
20/07/2020 | Redazione Advisor

Cambiano i consumi, sula scia dei cambiamenti strutturali socio-demografici. Tra questi, un trend ormai consolidato è la crescita del numero di persone che possiedono animali domestici e l’aumento della spesa per i loro fedeli compagni. Una tendenza che, come spiegano Jack Neele e Richard Speetjens, portfolio manager del fondo Robeco Global Consumer Trends Equities, si è già dimostrata a prova di recessione in passato, e si prevede che rimarrà resiliente anche durante l'attuale crisi. Attualmente stimato a oltre 190 miliardi di dollari, i ricercatori si aspettano che il mercato globale della pet care crescerà in media del 5% l'anno tra il 2019 e il 2025.

 

Tra i principali driver i manager di Robeco citano ad esempio l’aumento della spesa per alimenti più freschi e sani ma anche la crescente incidenza delle malattie zoonotiche, che sta facendo lievitare le spese per l’assistenza sanitaria degli animali. Un altro fattore chiave è che i proprietari trattano sempre più i loro fedeli compagni come membri della famiglia, con tutti i costi extra che questo comporta.

 

Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande mercato mondiale per la cura degli animali domestici, con una spesa stimata di 95,7 miliardi di dollari nel 2019, in aumento del 5,7% rispetto al 2018. Quest’anno si prevede che la crescita continuerà, anche se a un ritmo più lento. “Gli esperti stimano che la spesa relativa agli animali da compagnia aumenterà di un altro 3,5% nel 2020, raggiungendo i 99 miliardi di dollari entro la fine dell'anno. Altri mercati più piccoli, ma significativi, includono grandi Paesi europei sviluppati come Germania, Regno Unito e Francia. Al di fuori di Stati Uniti ed Europa, il numero di proprietari di animali domestici rimane molto più basso. Tuttavia, alcuni Paesi stanno recuperando rapidamente. Si prevede, ad esempio, che il segmento cinese crescerà in media di oltre il 14% l'anno tra il 2019 e il 2025, grazie al rapido aumento del numero di proprietari di animali da compagnia”.

 

Mentre la crisi da Covid-19 si fa sentire, la questione chiave per gli investitori è se la spesa per la cura degli animali domestici è destinata a diminuire. Per ora, proseguono gli esperti, “gli effetti a breve termine della pandemia sono contrastanti; le misure di contenimento hanno costretto molti studi veterinari a rimanere chiusi per settimane e la chiusura dei centri di adozione in alcuni Paesi potrebbe anche rallentare la crescita del numero di proprietari di animali domestici. Tuttavia, la situazione non è geograficamente omogenea. Mentre in molti Paesi europei le adozioni dai rifugi per animali sono state sospese, negli Stati Uniti i rifugi non solo sono rimasti aperti ma sono stati addirittura presi d’assalto, dato che chi è stato obbligato a rimanere a casa a causa del lockdown ha adottato in massa. Un fenomeno simile sembra essersi verificato anche in altri Paesi, tra i quali l'Australia. Questi sviluppi sono molto promettenti per la spesa futura, in quanto la percentuale di spesa più elevata viene sostenuta proprio durante i primi anni, ad esempio per le vaccinazioni. Ciò potrebbe rappresentare un vantaggio per il settore veterinario, compensando parte delle problematiche iniziali. Sebbene sia ancora troppo presto per trarre conclusioni, è chiaro che l'impatto del Covid-19 non sarà necessariamente negativo a breve termine, e potrebbe addirittura risultare positivo nel lungo termine” concludono i manager di Robeco.

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