Sarà un’estate calda per il reddito fisso?

Per i mercati obbligazionari solitamente luglio e agosto sono mesi caratterizzati da bassi volumi e minori liquidità. Ma quest’anno potrebbe essere diverso
21/07/2020 | Paola Sacerdote

In genere, per i mercati obbligazionari l’estate trascorre all’insegna della calma, con volumi di emissioni più bassi e minore liquidità. Questo, però, come evidenzia il team global fixed income, currency and commodities group di J.P. Morgan Asset Management,  non è un anno come gli altri.

 

I prezzi degli attivi negli ultimi mesi sono stati sostenuti dalla politica monetaria e dalla forte stabilità dei tassi core, soprattutto nel segmento a breve termine della curva. “Nei settori a spread, il recupero è stato straordinario (i dati al 15 luglio indicano il 79% nel segmento investment grade, il 73% in quello high yield e il 60% nei mercati emergenti). I guadagni facili sono quindi alle spalle e con l’avanzare dell’estate gli investitori cercheranno di posizionare i propri portafogli in aree in cui esistono ancora opportunità di valore”. Nell’investment grade un segmento che il team di J.P. Morgan ritiene interessante è quello delle obbligazioni societarie statunitensi a 7-10 anni, che  offre, infatti, “un carry e un roll migliori rispetto alle scadenze più brevi, visto che la Fed ha mantenuto curve relativamente ripide, acquistando solo titoli con scadenze fino a cinque anni tramite il Secondary Market Corporate Credit Facility.(SMCCF)”. Nel segmento high yield, “le cedole più elevate offerte nel mercato primario sono risultate relativamente allettanti, soprattutto per quanto riguarda i titoli di emittenti che hanno sufficiente liquidità per superare questa crisi e quelli di emittenti che collocano prestiti garantiti”.

 

Dal punto di vista dei fattori tecnici, in genere, nel periodo tra fine luglio e agosto, i volumi delle emissioni si riducono e la liquidità è meno abbondante. Nel passato, questo andamento stagionale ha generato una sovraperformance dei tassi core e una sottoperformance dei settori con spread. Questa volta, però, prosegue il team, “il trend non ha seguito il percorso consueto e il 2020 non è un anno come gli altri. I volumi delle emissioni governative dovrebbero restare elevati, data la mole di finanziamenti pubblici necessari nell’era post-Covid, e sarà importante monitorare i progressi realizzati da politiche quali il Recovery Fund dell’UE. Inoltre, la liquidità accantonata nei fondi del mercato monetario resta abbondante e gli investitori continuano a cercare attivi con rendimenti positivi. Da inizio anno, i flussi investiti nella maggior parte delle classi obbligazionarie sono positivi e potrebbero continuare dando vita a una stagione estiva segnata da ulteriori contrazioni degli spread”.

 

Cosa significa tutto questo per gli investitori obbligazionari? “I rischi fondamentali sono ben compresi, ma è difficile modellizzarli: solo con il passare del tempo sapremo in che modo la crescita dei contagi ostacolerà la ripresa, ammesso che ciò accada” sottolinea il team. “Con l’avanzare dell’estate, gli investitori dovranno posizionare i loro portafogli con estrema cautela. I tassi core, ai minimi storici, non forniscono la consueta stabilità e il contesto straordinario creato dalla pandemia di Covid-19 potrebbe invertire la tipica tendenza estiva alla sovraperformance dei titoli di Stato. Questo ci porta a guardare con interesse ai settori a spread, dove un approccio articolato e rotazioni settoriali ben congegnate saranno determinanti per generare valore, considerando le valutazioni sempre più elevate degli indici” conclude il team.

 

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