Recovery Fund: l'accordo c'è, Italia e green economy al centro

Un pacchetto da 750 miliardi di euro che sarà diviso tra 390 miliardi di euro in sussidi e 360 miliardi in prestiti, finanziato da un debito in comune
21/07/2020 | Greta Bisello

Dopo oltre 90 ore di negoziato il Recovery Fund ha visto la luce durante il vertice europeo. 750 miliardi per risollevare il Vecchio Continente dalla crisi innescata dalla pandemia Covid-19. Gli aiuti saranno divisi tra 390 miliardi di euro in sussidi e 360 miliardi in prestiti, finanziati da un debito in comune raccolto dalla Commissione europea.

 

Un momento molto importante per l'Unione Europea proprio in virtù della portata del pacchetto che i Paesi frugali non sono riusciti a scalfire. Secondo Sebastien Galy, senior macro strategist di Nordea AM: "Tali responsabilità comuni per l'Unione Europea sono senza precedenti per le loro dimensioni e per raggiungere l'obiettivo i Paesi periferici hanno dovuto accettare le condizioni, una mossa davvero sensata. Questo mix di finanziamenti si è spostato, non sorprendentemente, verso prestiti per un importo di 110 miliardi di euro, in calo rispetto ai precedenti 500 miliardi. Gran parte del pacchetto sarà probabilmente finanziato con il debito dell'UE a grande vantaggio delle banche europee in qualità di principali emittenti e una parte significativa sarà probabilmente costituita da Green Bond dato che le iniziative per affrontare il riscaldamento globale proseguono".

 

E all'Italia cosa spetterà? "Se le cifre verranno confermate, complessivamente all`Italia dovrebbero andare 209 miliardi di euro rispetto ai 173 miliardi della proposta iniziale della Commissione, con una limatura delle sovvenzioni a fondo perduto (da 85 a 82 miliardi di euro) ma un aumento dei prestiti fino ad arrivare a 127 miliardi di euro" commenta Luigi De Bellis, co-responsabile Ufficio Studi di EQUITA.

 

Il nodo più delicato al momento rimane quello della governance, che sarà determinante per valutare quanto velocemente arriveranno gli esborsi. "I piani dei singoli Paesi verranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, in base alle proposte presentate dalla Commissione. L`accordo rappresenta un passo importante verso una maggior integrazione dell`Europa, elimina un tail-risk e fornisce uno stimolo economico importante in una fase di crisi. Nel breve l`accordo potrebbe sostenere un ulteriore restringimento dello spread e una riduzione del premio per il rischio, anche se in gran parte il mercato ha anticipato l`accordo (dalla proposta franco-tedesca di metà maggio FTSEMIB +24%)" prosegue De Bellis. 

 

Anche Esty Dwek, head of global market strategy di Natixis IM Solutions concorda sul fatto che un accordo fosse ampiamente previsto e già scontato dai mercati e quelli europei sono destinati a crescere. "Grazie a questo accordo, crediamo che il rischio di una disgregazione dell'Europa si sia ulteriormente attenuato e che la crescita del Vecchio Continente sarà sostenuta da questi interventi anche nel medio termine. Anche il premio di rischio sugli asset europei dovrebbe quindi diminuire, sostenendo i mercati" conclude l'esperta.

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