Resilienza, trasparenza e supporto istituzionale, le chiavi di successo dei green bond

Questi sono gli elementi che aiuteranno la crescita del segmento, secondo il deputy fund manager del comparto GIS Euro Green & Sustainable Bond di Generali Investments Partners, protagonista della rubrica gestore della settimana
27/07/2020 | Fabrizio Viola*

Il volume complessivo delle emissioni di green bond nei primi 5 mesi 2020 ha registrato un calo di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo 2019. Le incertezze legate alla pandemia, la volatilità degli spread e la difficoltà per gli emittenti nel valutare i progetti da finanziare hanno pesato sulla scelta di rimandare i progetti nel medio periodo. I volumi 2020 saranno quindi inferiori alle aspettative, con le stime più recenti che ipotizzano emissioni totali di green bond nell’anno per 220 miliardi di dollari, rispetto a emissioni 2019 per oltre 250 miliardi di dollari.

 

Tuttavia, crediamo che le prospettive per il segmento siano positive e interessanti, per molteplici fattori, Innanzitutto, la crisi legata al Covid ha fatto emergere una maggior attenzione degli investitori alle tematiche ambientali, collegate ad una ripresa economica sostenibile, duratura e condivisa. In tale rinnovata attenzione si inseriscono i green bond: investire in obbligazioni green è infatti un modo per finanziare progetti in grado di esercitare un impatto positivo e tangibile sull’ambiente e sui cambiamenti climatici.

 

Secondariamente, l’attenzione ai green bond sarà supportata dalla resilienza dimostrata nei mesi scorsi, quando nel periodo marzo-aprile hanno registrato cali in linea con i titoli governativi ed una volatilità inferiore ad un indice corporate. Se prendiamo ad esempio l’indice MSCI Bloomberg Euro Green Corporate Bond, si nota che è uno dei pochi indici del reddito fisso con esposizione significativa alle obbligazioni societarie che mostra un rendimento totale positivo su base annuale. Inoltre pur essendo composto da soli bond classificati “green”, offre un adeguato livello di diversificazione per settore, rating e scadenze, in maniera trasparente.

 

Il segmento potrà poi beneficiare di un solido supporto a livello istituzionale. Già ben prima del Covid, l'accordo di Parigi (2015) e la spinta dell'UE nel fissare nuovi standard in materia di obbligazioni verdi nell'ambito del piano d'azione sulla finanza sostenibile avevano contribuito a indirizzare la propensione degli investitori agli investimenti verdi. Ora, a fianco del Recovery Fund pari a 750 miliardi di euro, si somma il Multiannual Financial Framework (MFF) pari a circa 1.100 miliardi, di cui il 25% dovrà essere destinato a investimenti green. Siamo ora in attesa di avere precise guidance su quali parametri saranno necessari al fine della inclusione di una emissione in questi piani di funding.

 

Investire in green bond offre quindi diversi vantaggi: una valutazione green indipendente dal gestore e dall’emittente; una strategia trasparente che investe in titoli liquidi con un impatto concreto e tangibile sull’ambiente; i benefici di una strategia obbligazionaria green senza costi aggiuntivi rispetto ad una che non lo è. Grazie alla correlazione - confermata negli ultimi mesi – tra elevati parametri ESG ed aziende di alta qualità, che hanno sovraperformato nella crisi, non c'è dubbio che il mercato dei green bond continuerà a crescere.

 

*Deputy Fund Manager del comparto GIS Euro Green & Sustainable Bond di Generali Investments Partners

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