Italia: risparmi privati, il motore della ripartenza?

L'89% dei cittadini dichiara di essere consapevole del ruolo cruciale che i propri soldi possono giocare nel rilancio del Paese secondo Schroders Global Investor Study 2020
05/08/2020 | Greta Bisello

Italiani popolo di risparmiatori consapevoli. L'89% dei cittadini dichiara consapevole del ruolo cruciale che i propri investimenti possono giocare nel rilancio del Paese, stando ai primi risultati della ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2020.

Inoltre, secondo lo studio, che ha coinvolto oltre 23.000 persone in 32 Paesi, un’ampia percentuale degli italiani non si limita a prendere atto della situazione, ma è pronta a impegnarsi concretamente in prima persona: ben il 42% infatti si dichiara disposto a modificare il proprio portafoglio o a considerare nuovi strumenti finanziari per assicurarsi di contribuire alla ripresa.

 

Nervi saldi e prudenza nonostante le paure della fase più acuta della crisi degli scorsi mesi. Nel periodo da febbraio a marzo 2020, il 32% degli italiani non ha apportato cambiamenti al portafoglio, un dato nettamente superiore rispetto a quello globale (22%) ed europeo (24%), che evidenzia una minore tendenza degli investitori del nostro Paese a reagire in modo impulsivo nei momenti di volatilità di mercato, secondo quanto riporta l'analisi.

Nonostante alcune note di merito però, resta significativa la percentuale dei risparmiatori che davanti all'incertezza è corso ai ripari. Il 22% degli italiani ha riallocato una parte significativa del portafoglio su investimenti con rischio inferiore, un dato comunque più basso rispetto a quello globale (28%) ed europeo (25%).

Solo il 9% ha avuto un atteggiamento più aggressivo spostando una parte consistente del portafoglio dalla parte del rischio (percentuale ancora una volta inferiore rispetto al 15% degli investitori globali e al 12% di quelli europei).

 

Le differenze sono da registrare inoltre anche tra fasce di età. Millennial più reattivi sì ma anche meno pazienti, soltanto il 21% non ha apportato modifiche al portafoglio o non ne ha cambiato il livello di rischio tra febbraio e marzo, contro una media del 44% per gli investitori con un’età superiore ai 37 anni, una differenza che si riscontra anche a livello globale (23% millennial vs. 37% altre generazioni).

Secondo lo studio esiste inoltre un divario significativo anche tra gli investitori italiani che si si auto-definiscono “esperti” e quelli che si considerano “principianti”: tra i primi, che mostrano un comportamento molto più attivo, solo il 26% non ha apportato modifiche al portafoglio o non ne ha cambiato il livello di rischio, contro il 67% dei secondi. Simile la differenza anche a livello globale (21% “esperti” vs. 51% “principianti”).

 

Nel momento del bisogno affidarsi a esperti professionisti si è dimostrata la scelta migliore per chi già lo fa e una mancanza da colmare per chi ancora non ha un consulente al proprio fianco.

Lo studio di Schroders mette in luce come, tra gli italiani che si affidano a un consulente finanziario (esclusi i robo-advisor), il 35% esprime un giudizio positivo sul livello di supporto ricevuto durante la pandemia, mentre il 25% ammette di aver dovuto sollecitare proattivamente l’aiuto desiderato. Le circostanze eccezionali hanno anche innescato qualche ripensamento tra gli italiani che solitamente gestiscono gli investimenti per conto proprio: il 35% di questi dichiara di aver sentito la mancanza di una consulenza professionale nel periodo di crisi.

 

Questa difficile fase di mercato potrebbe aver reso investitori e risparmiatori più disillusi. “Non si può negare l’evidenza che l’impatto del Covid-19 sulle economie e i mercati, ma anche in altri ambiti, sarà probabilmente consistente nei prossimi anni. La pandemia è considerata da molti come un caso emblematico di ‘cigno nero’, ma oggi più che mai è necessario rimanere ancorati ai nostri principi di investimento. È più facile a dirsi che a farsi, ma occorre guardare al di là del frastuono e focalizzarsi sul mantenere un equilibrio negli investimenti sul lungo periodo. Ciò è ancora più importante in un momento come questo, in cui i tassi di interesse sono così bassi in tutto il mondo. È proprio questo il focus di Schroders: supportare investitori e clienti in questa fase di costante incertezza, con il fine ultimo di salvaguardarne il benessere futuro” conclude Rupert Rucker, head of income solutions, Schroders.

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