Cala l’attrazione verso il dollaro, aumenta quella per l’oro

L'analisi di Andrew Lake, head of fixed income di Mirabaud Asset Management si concentra sulla tendenza rialzista delle ultime settimane del metallo prezioso  
07/08/2020 | Redazione Advisor

L'oro è una copertura contro l'inflazione o uno strumeto di rischio? "Al momento sembrerebbe prevalere il secondo caso. Dal 2018 l'oro ha visto un notevole incremento, ma l'inflazione è rimasta contenuta. Poiché riteniamo che non sarà un tema ancora per un po', è sbagliato a nostro avviso usare l’argomento "inflazione" per spiegare perché l'oro abbia avuto un trend rialzista nelle ultime settimane"  a dirlo nella sua analisi è Andrew Lake, head of fixed income di Mirabaud Asset Management. 


"Gradualmente, i rendimenti reali e l'oro tendono a muoversi in tandem; quando i rendimenti reali diventano più bassi il dollaro si indebolisce, e a sua volta fa salire il prezzo dell'oro. Se si aggiunge lo stimolo senza precedenti della FED, si può capire perché l'attrazione verso il dollaro sia diminuita, con l'oro a compensare. Non peseremo negativamente il dollaro, ma sicuramente negli ultimi mesi è stato sotto pressione. Dovesse esserci un altro periodo di rischio, potremmo benissimo vedere sia l'oro che il dollaro muoversi di pari passo, con gli investitori che fuggono verso i tradizionali beni rifugio" prosegue l'esperto.

 

Nel contesto globale ci sono ancora da sciogliere alcuni nodi. "Nel breve periodo sarà necessario il raggiungimento di un accordo da parte del Congresso USA che mantenga, almeno per il momento, l'attuale livello di sostegno, oppure che introduca un nuovo pacchetto. Una risoluzione è fondamentale per il sentiment e, a questo proposito, il mercato sta logicamente prezzando una sorta di accordo. Se non si dovesse raggiungere, e il Congresso non delibererà, potrebbe essere il fattore scatenante per un sell-off ad agosto. Non è nell'interesse di nessuno che questo accada, quindi al momento è stato scontato" spiega Lake. E conclude: "Nel complesso, le nostre strategie a reddito fisso continuano a concentrarsi sulla qualità e sulla durata. A questo punto sembra prematuro andare su crediti più deboli in previsione della seconda tappa del rally".

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