Portafogli: ecco cosa aspettarsi dalla gestione attiva

L'ESMA, in un recente report, mette in guardia gli investitori da un fenomeno non nuovo il "closet index trackers"
10/09/2020 | Greta Bisello

Rendimenti attesi inferiori e commissioni più elevate. La fotografia scattata dall'ESMA tra il 2010 e il 2018 sui dati annuali a livello di fondi rivela ancora una volta l'eterna diatriba tra gestione attiva e passiva

 

Complessivamente la ricerca dimostra che la performance netta dei fondi gestiti con la pratica del "closet indexing" è stata inferiore rispetto a quelli gestiti in maniera realmente attiva (minori commissioni ma anche performance ridotte). 

L'autorità di vigilanza europea negli ultimi anni si è trovata spesso a criticare questo fenomeno definitivo come "indicizzazione invisibile" (che avviene quando i gestori di fondi dichiarino di adottare una metodologia di gestione attiva rispetto ad un determinato benchmark, mentre in realtà la gestione risulta allineata o senza particolari scostamenti rispetto al benchmark stesso). La preoccupazione maggiore è che gli investitori vengano tratti in inganno pagando per un servizio che in realtà non ricevono.

 

Proprio per questi motivi sia l'ESMA e che le ANC hanno lavorato per identificare questo fenomeno esaminando le metriche sulla composizione e le prestazioni dei fondi e conducendo un lavoro di vigilanza dettagliato. L'ESMA riconosce che tali metriche, sebbene strumenti di screening imperfetti, sono un'utile fonte di prove per aiutare a focalizzare l'attenzione sulla vigilanza. 

 

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