Gestore della settimana: credito, una dicotomia che dura da anni

Colin Purdie, chief investment officer, credit, Aviva Investors illustra il suo outlook per l'ultimo trimestre dell'anno con una ripresa a "W"
14/09/2020 | Greta Bisello

Ripresa a W, ESG sotto ai riflettori e una dicotomia sempre più marcata per il settore del credito.

La view di Colin Purdie, chief investment officer, credit, Aviva Investors per l'ultimo trimestre di questo 2020.

 

Si parla molto di quale forma assumerà la ripresa (ad esempio 'V' o 'W'). Secondo lei di quale tipo sarà e perché?

Ci aspettiamo una ripresa a "W". I rapidi interventi delle banche centrali e dei governi a supporto delle imprese e dei consumatori sono riusciti a limitare situazioni ancora peggiori. I tassi d'insolvenza negli Stati Uniti sono saliti a oltre l'8%*, ma in Europa rimangono ancora relativamente bassi (2,7%): le aspettative per lo stesso periodo del prossimo anno li vedono salire a circa il 9,5% negli USA e al 5,5% in Europa.

Nonostante molti Paesi stiano ora uscendo dal pieno lockdown e i dati relativi al contagio stiano generalmente migliorando, in assenza di un vaccino le fluttuazioni dell'indice "R" e i focolai localizzati di Covid-19 continueranno.

*Fonte: Moody’s, al 31 luglio 2020

 

Come aumentare la resilienza dei portafogli? Con quali strategie?

La resilienza nei portafogli deriva dall'avere un solido processo che dia la fiducia necessaria sia per assumere che per gestire livelli di rischio adeguati - in particolare in un contesto economico sfidante. Una solida analisi fondamentale e una solida costruzione del portafoglio possono fornire un vantaggio strutturale rispetto ai benchmark in qualsiasi strategia di credito. La costruzione del portafoglio mira a ottimizzare i rendimenti corretti per il rischio, a incorporare la protezione dai ribassi e la resilienza nel processo di investimento, identificando al contempo il modo migliore per mettere in pratica idee idiosincratiche.

 

Quale ruolo svolgono i fattori ESG e gli investimenti sostenibili?

I fattori ESG aiutano a svelare quelle tendenze di lungo periodo che il COVID-19 ha messo sotto i riflettori: dalla transizione verso basse emissioni di carbonio, all'impulso alla diversità e alla giustizia sociale e all'importanza della buona governance - recentemente illustrata dal caso Wirecard, a meno di 18 mesi da uno scandalo contabile rivelato dal Financial Times.

Il COVID-19 mette in evidenza la volontà delle persone di fare le cose diversamente: queste vogliono vivere la vita in modo leggermente diverso ora e abbracceranno tali tendenze andando avanti. In questo senso, le aziende lungimiranti saranno anche quelle che ne usciranno più forti.

 

Quali sono le condizioni nel settore del credito al momento? Cosa vi aspettate per il secondo semestre?

Lo scenario delineato dal COVID-19 è servito a porre ulteriormente in evidenza la dicotomia che esiste da diversi anni nei mercati del credito.

In generale i fondamentali delle aziende si stanno indebolendo, una tendenza accelerata dalla fragilità del contesto economico nel 2020: la leva finanziaria high yield netta degli Stati Uniti è salita a 6,1x (escludendo energetici e settore minerario) nel primo trimestre del 2020, la più alta dalla crisi energetica del 2015/16; alla fine di giugno, sia nell'investment grade che nell'high yield l'orientamento dei rating era negativo (vi erano cioè più declassamenti che upgrade) e anche se ad agosto il numero dei c.d. fallen angel si è stabilizzato, i tassi sono al livello più alto dai tempi della crisi finanziaria globale.

Nonostante ciò, le banche centrali hanno accelerato, riavviato o lanciato programmi di acquisto di obbligazioni societarie dopo lo scoppio del COVID-19 e questi programmi, insieme al forte rialzo dei rendimenti di marzo, hanno incoraggiato gli afflussi da parte degli investitori.

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