Green bond, il futuro è roseo nonostante il Coronavirus

Ridley (HSBC Global AM): “Ci aspettiamo una gamma sempre più ampia di offerta di questi prodotti da diversi emittenti per finanziare importanti misure di ripresa a livello ambientale e sociale”
14/09/2020 | Daniele Riosa

Nel 2019 l'offerta di green bond è aumentata in modo significativo rispetto all'anno precedente. Lo scorso anno sono stati emessi 479 green bond da parte di aziende, governi e organizzazioni finanziarie, rispetto ai 382 nel 2018. Ma ora, con le economie globali che devono affrontare la minaccia di una recessione a causa della pandemia di Covid-19, l’impegno per l’ambiente e l’interesse verso i green bond diminuiranno bruscamente? Michael Ridley, director responsible investingd di HSBC Global Asset Management, pensa di no per una serie di ragioni.

“La crisi generata dal Coronavirus – argomenta l’esperto - sta sollevando questioni profonde circa la giustizia sociale, il potere politico e il modello di società in cui vogliamo vivere. Il costo reale delle diverse misure che i governi stanno mettendo in atto per combattere il Covid-19 non è stato ancora identificato, ma si può dire con certezza che i legislatori avranno meno denaro del previsto da investire in grandi progetti a favore dell’ambiente. Pertanto, servono obbligazioni verdi per contribuire a finanziare questi progetti e per farlo in modo sostenibile. Questo funziona sia da un punto di vista ambientale che pratico. Durante la crisi, le obbligazioni verdi sono state scambiate in una misura per lo più linea con il mercato, e in effetti gli AUM (asset under management) per i green bond hanno resistito meglio che nel caso di molti altri fondi”.

Ciò è dovuto a molteplici ragioni, “ma chi emette obbligazioni verdi potrebbe essere più attento ad alcune delle difficili sfide ambientali, normative e sociali che ci attendono. Quindi riteniamo che la sub-asset class sia solida. Sebbene abbiamo assistito a un leggero calo dell'offerta di obbligazioni verdi nel 2020 rispetto allo scorso anno, c'è stato un forte aumento dell'offerta di social bond, in parte perché molti emittenti hanno scelto questa soluzione per aiutare i gruppi colpiti negativamente dal Covid-19. Ad esempio, il 26 marzo, la African Development Bank ha emesso un social bond da 3 miliardi di dollari, l'AFDB 0,75% di aprile 2023. I proventi mirano a ridurre l'impatto del Covid-19 sulle economie e sui mezzi di sussistenza africani”.

L’analista ritiene che “le caratteristiche della crisi legata al Covid-19, insieme al peggioramento di alcune questioni sociali già critiche e alla possibilità che la crisi possa essere causata dal degrado ambientale, indichino che l'attenzione sulle questioni ambientali e sociali andrà ad aumentare e non a diminuire. Per motivi ambientali, spesso preferiamo i green bond dei mercati emergenti rispetto a quelli dei mercati in via di sviluppo; l'impatto ambientale positivo dei progetti nei Paesi in via di sviluppo può essere radicalmente più forte rispetto a quello dei progetti nel mondo sviluppato”.

“Inoltre – continua l’economista - gli investitori possono trarre vantaggio dalla mitigazione del rischio che un green bond può comportare. Riteniamo che ciò sia particolarmente rilevante per i mercati emergenti, dove i rischi di credito, regolamentari e di mercato sono elevati e una buona analisi dei rischi ESG affrontati dalle aziende può servire come efficace mitigatore del rischio. Gli impact investor che cercano di ottenere il massimo guadagno ambientale dovrebbero capire in che modo la decarbonizzazione potrebbe affermarsi nel mondo e scegliere di collocare i proprio investimenti ricercando l'impatto ambientale più positivo. Ci aspettiamo che la decarbonizzazione della produzione di energia che abbiamo visto in Europa si diffonderà a livello globale. Allo stesso tempo, la decarbonizzazione può diffondersi settore per settore all'interno delle singole economie. Una volta che un Paese ha decarbonizzato la produzione di energia, può procedere con i trasporti, gli edifici, la cucina e il riscaldamento. Ciò può comportare che auto, autobus e moto possano essere alimentati dall'elettricità invece che dal petrolio; e il riscaldamento e la cucina, dall'elettricità invece che dal gas. Mentre il mondo entra in una fase in cui gli effetti del Covid-19 sono diventati la ‘nuova normalità’, sentiamo sempre più spesso che la ripresa deve essere verde e resiliente”. 

“Ci aspettiamo una gamma sempre più ampia di offerta di green e social bond da diversi emittenti per finanziare importanti misure di ripresa a livello ambientale e sociale. Gli impact investor non hanno mai avuto così tante importanti e gratificanti opportunità da perseguire. Quindi, investendo in green bond non solo è possibile generare un impatto positivo a breve termine, ma anche sovraperformare le obbligazioni non verdi in termini di credito a lungo termine: potenzialmente è un caso di impatto oggi, sovraperformance domani”, conclude Ridley.

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