Titoli di Stato, addio porto sicuro?

I bond governativi continueranno a rivestire il ruolo di safe-haven nelle fasi di turbolenza? L'analisi di Federated Hermes
17/09/2020 | Redazione Advisor

Cosa cambia per gli investitori obbligazionari alla luce del nuovo contesto di mercato creato dagli interventi delle Banche centrali? "Il punto oggi è se la nuova normalità post pandemica modificherà il più vecchio escamotage dei manuali per gli investitori, vale a dire quello di coprire il rischio con i titoli di Stato" si chiede Andrey Kuznetsov, senior portfolio manager per la divisione internazionale di Federated Hermes. "Se da lato tale sistema ha funzionato relativamente bene nel corso del primo trimestre di quest'anno, dall’altro c’è da notare come da allora in poi i tassi si siano mossi all’interno di un intervallo stretto, dato il rally sia del mercato azionario sia del credito".

  

"Anche l'aumento della volatilità, degli spread bid-offer e la revisione del rapporto di correlazione tra titoli di Stato e mercati azionari nel mese di marzo non hanno di certo contribuito a fare del Treasury un porto sicuro nelle fasi di marcato drawdown" prosegue Kuznetsov. "Sul fronte tassi non abbiamo riscontrato una risposta concreta anche durante l’ultimo sell-off azionario (l’high yield ha retto relativamente bene, a causa delle differenze proprie della sua stessa composizione settoriale e dell’appeal che esercita in un contesto di ricerca di spread)".

 

"Solo il tempo sarà in grado di farci valutare l’efficacia dei tassi nel fornire protezione all’interno di questo nuovo contesto" conclude l'esperto. "Ma, come minimo, gli investitori obbligazionari devono cercare nuovi modi per difendersi dalle fasi di calo, sia che si tratti di adottare un approccio più flessibile e ad alta convinzione al credito sia che si tratti di fare ricorso a nuovi strumenti come le opzioni a copertura dei rischi". 

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