Gestore della settimana: le opportunità delle convertibili

"I mercati azionari hanno sperimentato un forte rimbalzo, e si potrebbe essere tentati di operare delle prese di beneficio. Ma guardando alle potenziali performance future, uscire dal mercato in questo momento potrebbe rivelarsi doloroso" spiega Nancy Scribot Blanchet, fund manager di Ofi AM
21/09/2020 | Marcella Persola

"Da marzo c’è stata una vera e propria pioggia di nuove emissioni di bond convertibili (circa 95 miliardi di dollari), principalmente negli Stati Uniti e in Europa, dunque le idee e le opportunità in questa asset class non mancano di certo" racconta Nancy Scribot Blanchet, fund manager del fondo OFI RS European Convertible Bond di Ofi Asset Management che analizza le opportunità offerte dall'ambito convertible.

Perché ritenete che il settore delle convertibili possa rappresentare oggi una buona opportunità di investimento?

I mercati azionari hanno sperimentato un forte rimbalzo dall’inizio del secondo trimestre, e si potrebbe essere tentati di operare delle prese di beneficio. Ma guardando alle potenziali performance future, uscire dal mercato in questo momento potrebbe rivelarsi doloroso. Dunque, il modo migliore per restare esposti al mercato azionario, con un atteggiamento prudente e limitando le perdite, è investire nelle obbligazioni convertibili. Si tratta di un asset class ibrida, a metà tra bond e azioni. Permette all’investitore di mantenere il proprio investimento grazie al lato obbligazionario e, allo stesso tempo, è in grado di performare quando i corsi azionari salgono e ammortizzarne le cadute grazie all’adeguamento automatico del delta (la sensibilità al mercato azionario), con molta meno volatilità. Per questo consideriamo questa asset class particolarmente adatta a scenari incerti e volatili come quello attuale.

 

Quali sono gli elementi a supporto di questo?

L’atteggiamento delle banche centrali rimarrà certamente accomodante per lungo tempo, con tassi di interesse bassi. La principale conseguenza è stata un’impennata dell’emissione di debito con sempre maggior diversificazione a disposizione degli investitori. D’altro canto, questo comporta degli spread creditizi molto ristretti – poiché gli istituti centrali continuano a comprare asset obbligazionari – e dunque le opportunità per buone performance diminuiscono. Poiché le obbligazioni convertibili non rientrano negli acquisti operati dalle banche centrali, restano interessanti indipendentemente dagli spread creditizi e dai trend azionari, fintanto che il mercato azionario è guidato dal comportamento delle banche centrali. Sappiamo che storicamente le obbligazioni convertibili hanno mostrato di poter performare anche in questo contesto di bassi tassi di interesse.

 

Quale sarebbe l'esposizione migliore a livello di mercato? Meglio gli USA o Europa? Oppure ci sono può essere una combinazione di entrambe le aree geografiche ma con finalità differente ad esempio protezione e crescita?

Gli universi geografici dei bond convertibili hanno comportamenti molto diversi e forniscono tante idee di investimento interessanti. L’area americana tendeva ad essere quella più performante principalmente per il suo delta molto elevato e il veloce adeguamento ai movimenti di mercato. Tuttavia, c’è un certo squilibrio in favore di aziende tech e dell’healthcare, con sensibilità azionaria maggiore. L’universo americano è dunque trainato dal comportamento di questi due settori (che ne costituiscono circa il 45%) e soprattutto dal grande bisogno di finanziare investimenti nel cloud, nella cybersicurezza e in nuovi software. D’altra parte, l’universo europeo è più bilanciato e diversificato. Con un delta del 40%, fornisce una convessità interessante, che è una delle caratteristiche principali delle obbligazioni convertibili. Ci piacciono in particolare alcune società nel settore industriale, anche in un’ottica ESG, e nel settore retail, ad esempio nel food delivery. A livello globale, le aziende sanitarie sembrano promettere bene, con sviluppi innovativi e la ricerca in corso di un vaccino per il Covid-19. Per questi motivi e al fine di diversificare, crediamo che un’esposizione mista a USA e Europa sia il miglior modo per ottenere buoni risultati. Sottolineiamo anche che da marzo c’è stata una vera e propria pioggia di nuove emissioni di bond convertibili (circa 95 miliardi di dollari), principalmente negli Stati Uniti e in Europa, dunque le idee e le opportunità in questa asset class non mancano di certo.

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