I ritorni attesi dagli investimenti per i prossimi cinque anni

Robeco prevede che i rendimenti degli asset rimarranno inferiori alle medie storiche di lungo termine, prevalentemente a causa dei bassi tassi di interesse
29/09/2020 | Redazione Advisor

Quali rendimenti ci si può aspettare dagli investimenti nei prossimi cinque anni? Quali saranno le asset class più performanti? La decima relazione annuale Expected Returns (2021-2025) di Robeco offre alcuni spunti interessanti che possono essere utili agli investitori per la costruzione di portafoglio.

 

Innanzitutto, Robeco prevede un periodo prolungato di tassi di interesse reali negativi, il che significa che il relativo impatto sul rapporto tra i fondamentali economici e l’andamento dei prezzi degli asset, nonché sulla multi-asset allocation, sarà critico. Sarà un’epoca di transizione radicale e la volatilità rimarrà elevata. Tuttavia, si avvertono dei segnali anche in questo momento di stagnazione. In fondo, i mercati finanziari si sono già confrontati in passato con pandemie e periodi prolungati di tassi di interesse reali negativi.

 

L’assunzione di rischio sarà premiata nei prossimi cinque anni, soprattutto perché porti sicuri tradizionali saranno considerati anch’essi rischiosi. Nonostante gli elevati premi per il rischio, i rendimenti assoluti degli asset rimarranno al di sotto dei loro valori di equilibrio.

 

I rendimenti dei titoli di Stato hanno spazio di crescita limitato. I titoli di Stato americani decennali renderanno al massimo l’1,5% nei prossimi cinque anni, mentre in Germania e in Giappone non si andrà oltre lo 0,5%. Il tutto tenendo conto del leggero aumento dei tassi di interesse di fine periodo, quando la crescita inizia ad accelerare. Ciò implica che, per chi investe in titoli di Stato, i rendimenti nominali saranno negativi in tutti i principali mercati. Un portafoglio di titoli di Stato globali in euro potrebbe rendere una media pari a -0,75%. Per chi, invece, si affida al segmento investment grade, nei prossimi cinque anni il premio per il credito potrebbe superare la media, attestandosi all’1%. Da qui un outlook dello 0,25.

 

Secondo Robeco, i rendimenti azionari saranno inferiori alle stime di lungo termine, mentre i premi al rischio di asset più sicuri come i titoli di Stato rimarranno estremamente interessanti. L’azionario dei paesi sviluppati è leggermente sopravvalutato, soprattutto in virtù delle eccessive valutazioni USA. Sul fronte steady state, le valutazioni si confermano negative, anche se il rendimento previsto è del 4,75% annuo. Robeco ha rivisto al rialzo le previsioni di rendimento per i mercati emergenti. Spesso, infatti, quando la forza dell’inflazione sorprende i mercati sviluppati, i mercati emergenti recuperano in termini di utili per azione. I rendimenti attesi si attestano quindi al 6,75%.

 

A preoccuparsi dei mercati finanziari non saranno più le banche, ma i governi. Questo farà aumentare la volatilità di asset e cambio estero, visto che i politici sono meno inclini a fornire sostegno e a implementare risposte politiche rispetto ai colleghi delle banche centrali. Una questione chiave da considerare, nella riflessione sui possibili scenari futuri, è se i responsabili politici riusciranno a mantenere i tassi reali su livelli abbastanza bassi per un periodo di tempo significativamente esteso da facilitare una ripresa economica autosufficiente. In Robeco credono di sì, ma il loro successo dipenderà, più che mai, dalla storia del dopoguerra, da una stretta collaborazione tra autorità monetarie e fiscali.

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