LGIM e Baringa Partners alleati contro il climate change

Le due società annunciano lo sviluppo in collaborazione di Destination@Risk, un framework per il rischio climatico
01/10/2020 | Redazione Advisor

Legal & General Investment Management (LGIM) e Baringa Partners, società leader nella consulenza gestionale e specialista nell'analisi del rischio climatico e fisico, hanno annunciato lo sviluppo in collaborazione di un framework per il rischio climatico, Destination@Risk. Il framework è alimentato da una serie di strumenti, tra cui il modello Climate Change Scenario di Baringa. Il modello è stato adottato da Legal & General all'inizio di quest'anno dopo che le due società hanno collaborato per costruire uno dei principali framework oggi disponibili per la gestione del rischio legato ai cambiamenti climatici. 

 

Destination@Risk consente una solida misurazione del rischio climatico incorporato nei portafogli degli investitori e del loro “allineamento climatico”. Entro il primo trimestre del 2021 una dashboard dedicata verrà resa disponibile per i portfolio manager e gli analisti all'interno di LGIM, consentendo alla società di incorporare il rischio climatico e l'allineamento in modo coerente nell'intera funzione di investimento globale. Il framework è stato sviluppato in 18 mesi in collaborazione con Baringa utilizzando il suo modello Climate Change Scenario come base, ed è stato utilizzato per la prima volta per valutare il rischio climatico e l'allineamento del bilancio di L&G, come descritto in dettaglio nel Rapporto 2019 “Task Force on Climate-related Financial Disclosures” (TCFD).

 

LGIM lancerà anche una struttura di valutazione del rischio climatico per gli investitori istituzionali, disponibile anch’essa dal primo trimestre del 2021, che implementerà gli strumenti sviluppati, per misurare l'allineamento climatico degli asset dei clienti e per progettare e implementare soluzioni orientate agli Accordi di Parigi. 

 

Il framework per l’allineamento e il rischio climatico è stato inizialmente utilizzato per analizzare circa 2.000 società a livello globale e le conclusioni indicano che la maggior parte di loro non è allineata con gli obiettivi di Parigi: ciò solleva la preoccupazione che alcuni portafogli istituzionali possano essere allineati con target di temperatura superiori ai tre gradi.

 

“Il cambiamento climatico è uno dei maggiori rischi che gli investitori devono affrontare oggi, con 10 trilioni di dollari di capitale investiti in tutto il mondo nei settori energetici quotati a livello globale" ha commentato Sonja Laud (nella foto), chief investment officer di LGIM. "Questo è tra i settori più vulnerabili nei portafogli degli investitori considerando quale sia la dimensione della transizione energetica necessaria per soddisfare l'accordo di Parigi sul clima entro il 2050. La portata del rischio e del capitale impiegato è significativa. Tuttavia", prosegue il cio, "valutare adeguatamente la rilevanza finanziaria del rischio climatico rappresenta oggi una sfida centrale per gli investitori. Riteniamo che il nostro framework e le nostre capabilities relative consentiranno agli investitori di valutare adeguatamente il rischio climatico nei loro portafogli e di effettuare scelte strategiche di asset allocation che avranno un impatto concreto sul tipo di sistema energetico che verrà costruito".

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