Covid-19, i rischi di una seconda ondata

L’evoluzione della pandemia in Europa torna a preoccupare. GAM analizza il possibile impatto su economia e mercati
02/10/2020 | Paola Sacerdote

Nelle ultime settimane in Europa si è verificato un forte aumento dei contagi da Coronoavirus, in particolare in Spagna, Francia e Regno Unito. in La pandemia continua così a costituire una grande incognita a livello globale, alternando i propri effetti sui continenti di volta in volta interessa­ti. Nelle ultime settimane si è verificato un migliora­mento della situazione complessiva nelle Americhe, ma è tornato a peggiorare il quadro europeo. Antonio Anniballe, gestore del team multi asset Italia di GAM (Italia) SGR, fa il punto sul possibile impatto economico di una seconda ondata di contagi.

 

“Sul piano economico, la seconda ondata arriva in un periodo in cui le economie europee stanno ancora scontando le pesanti conseguenze della primavera scorsa” spiega Anniballe. “Il rimbalzo sarà intenso nel terzo trimestre e in alcuni casi, ad esempio in Italia, potremmo assistere anche a sorprese positive. Tuttavia adesso l’attenzione dei mercati si concen­tra sul quarto trimestre e sull’arrivo dell’inverno, che potrebbe favorire una recrudescenza del virus”.

 

Dal punto di vista strettamente economico, lo scenario più avverso è che anche questa seconda ondata produca forme di lockdown di portata nazio­nale.” Sarà importante in questo senso monitorare l’andamento di ricoveri e terapie intensive nei princi­pali Paesi continentali, in quanto lockdown genera­lizzati a livello nazionale sono necessariamente figli di uno stato di sofferenza del sistema sanitario” prosegue il gestore.

 

Se osserviamo i dati più recenti, Francia e Spagna hanno un’occupazione delle terapie intensive pari a circa il 20% (Italia 3,5%). Di particolare pericolosità è il focolaio che riguarda la regione di Madrid, nella quale il tasso ha superato il 40%. “L’inverno sarà lungo, riteniamo tuttavia che siano poco probabili decisioni di lockdown della stessa portata di quanto visto nella primavera scorsa” evidenzia Anniballe. “D’altro canto, i prossimi mesi potrebbero essere un percorso accidentato di disposizioni di chiusura temporanea a livello locale, i cui effetti sul tessuto economico andranno analizzati attentamente. Ad esempio, è già visibile su alcune metriche (PMI, Retail Footfall) un rallentamento delle attività e dei consumi in Francia e in Spagna”. 

 

In un contesto del genere, è naturale immaginare che le politiche fiscali e monetarie (Commissione Europea, BCE, governi nazionali) continueranno ad essere allineate nei prossimi mesi, al fine di assicurare una rete di protezione, evitando spettri di nuova recessione o deflazione prolungata. “Un ulteriore impulso monetario potrebbe essere varato prossimamente (aumento di dotazione del PEPP, il programma di acquisti pandemico), mentre è cruciale che le istituzioni europee diano il via libera definitivo al Recovery Fund. In entrambi i casi sarà cruciale trovare l’accordo a breve, un allungamento dei tempi potrebbe provocare ritardi, aumentando i rischi di stagnazione” conclude il gestore.

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