Mercati globali, le opportunità da cogliere

Come sfruttare le divergenze che si sono rese evidenti sui mercati e che si manifesteranno ancora nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno? La view di Amundi
13/10/2020 | Paola Sacerdote

Nelle ultime settimane sui mercati globali si stanno rendendo sempre più evidenti alcune importanti divergenze che si manifesteranno ancora nell’ultimo trimestre. Pascal Blanqué, group chief investment officer, e Vincent Mortier, deputy group chief investment officer di Amundi, ne individuano quattro in particolare e spiegano come sfruttarle trasformandole in opportunità d’investimento.

 

La prima e più importante di queste divergenze è il distacco del mercato dalla realtà economica per via del forte supporto politico che ha favorito le operazioni sulle posizioni long sul mercato tecnologico e con duration lunga, molto “affollate" nel corso dell'estate. Questo disallineamento tra mercato e realtà economica suggerisce prudenza, ma non avversione al rischio. “Ciò significa che gli investitori faranno bene a privilegiare la liquidità e la qualità, a sfruttare le opportunità di ‘relative-value’, a fare attenzione alle bolle, e rimanere neutrali sulla duration” spiegano gli stategist.

 

La seconda divergenza è nel mercato del credito. Dopo una prima ondata generalizzata di vendite all’inizio della crisi, la ripresa ha determinato una divergenza tra le società di qualità che riusciranno a gestire la crisi e quelle che faranno più fatica. La caccia al rendimento continuerà, ma - vista la probabilità di un aumento dei default - ribadiamo l’importanza di essere molto selettivi e di non scendere a compromessi sulla qualità e sulla liquidità. “Ravvisiamo delle opportunità nell’ambito delle obbligazioni societarie Investment Grade, del credito cartolarizzato e del debito ibrido/subordinato. Nell’ambito delle obbligazioni High Yield, gli investitori dovrebbero mantenere una certa cautela sui titoli e sui settori a più alto rischio (consumi, ciclici e finanziari)”.

 

La terza importante divergenza è tra la Cina (e determinati Paesi asiatici) e il resto del mondo, con l’emergente dominio degli attivi cinesi o degli attivi esposti alla crescita della Cina probabilmente destinato a durare. “Il vigore della Cina è all’origine dell'appetito per determinate obbligazioni e azioni, e anche valute, dei mercati emergenti. Questo modello si è tradotto in un rafforzamento dello yuan e nella sovraperformance di quelle azioni europee che hanno una forte esposizione del fatturato alla Cina rispetto al resto delle azioni europee” proseguono gli esperti.

 

La quarta e ultima divergenza si sta manifestando nell’ambito della sostenibilità. “I fattori ESG continueranno ad acquistare importanza, soprattutto il fattore S” evidenziano Blanqué e Mortier. “I governi dovranno affrontare le crescenti diseguaglianze e i divergenti standard sociali perché la riduzione del gettito fiscale e dei sussidi alla disoccupazione acuirà gli effetti causati dalla lenta ripresa economica. Nel complesso, il trend crescente verso l'adozione di standard green, nonché le best practice nell’ambito sociale dovrebbero favorire quelle società che miglioreranno il loro profilo in quest’area e che probabilmente vedranno i loro sforzi premiati dagli investitori”.

 

“In conclusione, i mercati stanno scontando uno scenario di lunga durata di deflazione e tassi di sconto bassi, nonché la capacità delle politiche monetarie e fiscali di continuare ad alimentare il “moltiplicatore finanziario”, mantenendo così la dinamica positiva del supporto politico. Questo supporto genera una certa dispersione dei rendimenti che offre l’occasione di sfruttare le opportunità relative value. Questa è la partita alla quale gli investitori dovrebbero giocare finché i mercati rimarranno relativamente calmi grazie al policy mix”. Tuttavia, a un certo punto, avverranno rotazioni maggiori per via di una crescita superiore alle attese, delle significative aspettative d’inflazione o della perdita di slancio del supporto politico. “Ciò richiederà una certa prudenza, soprattutto per quanto riguarda i segmenti a estrema compiacenza come quello dei titoli Big Tech a crescita elevata” concludono gli esperti.

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