Green bond, un mercato che continuerà a crescere

Secondo NN Investment Partners il mercato globale delle obbligazioni verdi raggiungerà i 2 miliardi di euro in tre anni
14/10/2020 | Lorenza Roma

I green bond sono un punto di svolta per gli investitori? Nonostante la crisi del Covid-19, il mercato globale delle obbligazioni verdi è destinato a crescere dall'attuale livello di 662/672 miliardi di euro a 1 trilione di euro entro la fine del 2021 e a 2 trilioni di euro entro la fine del 2023. E' quanto emerge durante la conferenza di NN Investment Partners, su uno dei settori più dinamici e in rapida crescita del reddito fisso: il mercato dei green bond. La crescita sarà trainata da una forte domanda degli investitori e da migliori standard di mercato. Tuttavia, la società avverte che gli investitori devono esaminare le credenziali delle obbligazioni verdi perché circa il 15% delle emissioni proviene da aziende coinvolte in pratiche controverse che contravvengono agli standard ambientali.

 

Negli Stati Uniti, l'emissione è guidata da grandi società che cercano di dimostrare di adottare politiche più responsabili e sostenibili, mentre l'ambizione dichiarata della Cina di raggiungere la neutralità di carbonio entro il 2060 sta dando impulso all'emissione di green bond in Asia. Le obbligazioni verdi sono simili alle loro controparti tradizionali, ma sono usate specificamente per finanziare progetti con benefici ambientali. Sono uno strumento efficace per gli emittenti per finanziare la transizione climatica e per gli investitori per avere un impatto positivo misurabile sull'ambiente. I criteri utilizzati per valutare i progetti o le attività green stanno diventando sempre più definiti e comprendono sempre più opinioni indipendenti, anche se gli emittenti auto-etichettano le loro obbligazioni come verdi sulla base delle indicazioni dei regolatori, delle borse e delle associazioni di mercato. NN IP avverte, tuttavia, che solo circa l'85% dei green bond meritano l'etichetta, il resto è emesso da aziende che possono utilizzare i proventi per progetti sostenibili, ma che sono coinvolte in attività che hanno impatti negativi altrove. Per esempio, una compagnia ferroviaria potrebbe finanziare il trasporto a basse emissioni di carbonio attraverso obbligazioni verdi, pur essendo ancora fortemente coinvolta nel trasporto di combustibili fossili.

 

Bram Bos (nella foto), co-lead portfolio manager green bonds di NN Investment Partners, ha commentato: "Gli investitori devono fare i loro compiti e non fidarsi ciecamente dell’etichetta green. I progetti finanziati con le obbligazioni verdi dovrebbero fornire chiari benefici ambientali che possono essere valutati e quantificati laddove possibile. Purtroppo, le aziende possono emettere green bond senza avere alcuna intenzione di affrontare le proprie questioni fondamentali in tema di sostenibilità. È necessaria una valutazione approfondita delle attività di un'azienda, dei suoi piani futuri e dell'intenzione di migliorare le attività di business. Noi di NN IP cerchiamo una maggiore trasparenza attraverso l’engagement, in modo da poterci assicurare di non investire in obbligazioni o aziende che non sono così green nella realtà come potrebbero sembrare". Bos ha aggiunto: "È sempre più evidente che i green bond offrono agli investitori opportunità per sostenere l'ambiente e garantire rendimenti più elevati. I portafogli veramente green bond escludono gli emittenti non trasparenti con asset bloccati e le società finanziarie che sono più innovative e lungimiranti, pur essendo protetti dal rischio climatico e dal rischio ESG". Durante il webinar, Jovita Razauskaite, portfolio manager Green Bonds di NN IP, ha precisato: “L'Unione si è posta l’obiettivo di diventare climaticamente neutrale entro il 2050 con delle azioni che riguarderanno diversi settori economici: energia, edilizia, industria e mobilità”.

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