Borsa Italiana-Euronext, diminuirà la capacità d’innovare

Spectrum Markets evidenzia alcuni dubbi e spunti da tenere in considerazione nella valutazione del recente annuncio
14/10/2020 | Daniele Riosa

Venerdì scorso Euronext ha ufficializzato la proposta per l'acquisizione di Borsa Italiana dal London Stock Exchange, ponendo le basi per un consolidamento transalpino e alleggerendo potenzialmente i britannici da possibili ostacoli dell’Antitrust europeo all’unione con Refinitiv.

L’operazione riflette una tendenza al consolidamento dei mercati in cui vengono negoziati gli strumenti finanziari, un processo che porta con sé diverse sfide strutturali. Spectrum Markets, mercato pan-europeo specializzato nel trading di certificates e accessibile agli investitori individuali attraverso i loro broker, evidenzia alcuni dubbi e spunti da tenere in considerazione nella valutazione del recente annuncio e, più in generale, di possibili nuove nozze tra i mercati.

Chi potrà trarne davvero vantaggio? “Restano aperti molti dubbi in relazione ai benefici che concretamente otterranno i vari operatori di mercato da un’operazione di tali dimensioni che ha un impatto trasversale su una molteplicità di stakeholder (broker, market maker, investitori, emittenti di prodotti, ecc.)”.

“La capacità di innovazione – prevedono gli analisti - subirà una forte limitazione. L’integrazione dei sistemi e delle infrastrutture dei due mercati richiederà tempo e l’attenzione si concentrerà nel liberare le potenziali sinergie derivanti dalla fusione. Ciò rallenterà certamente la capacità di innovare. Inoltre verrà data una minore attenzione alla differenziazione. Questo genere di operazioni enfatizza il ruolo di mercati generalisti e di grandi dimensioni a scapito di operatori di nicchia, meno estesi ma specializzati in strumenti specifici, come i certificati”.

Niklas Kammer, equity analyst di Morningstar, spiega, in una nota del 12 ottobre, che l’agenzia di rating “ha rivisto al rialzo il fair value di London Stock Exchange (LSE) dopo la vendita di Borsa Italiana a Euronext. Ora la valutazione del gruppo britannico è pari a 7,8 sterline e vale al titolo un rating di tre stelle (report aggiornato al 12 ottobre 2020). Gli analisti ritengono equo il prezzo corrisposto da Euronext. L’asset è stato valutato da Euronext 16,7 volte l'EBITDA e porterà nelle casse del gruppo britannico 4,3 miliardi di euro che lo aiuteranno anche a ridurre il suo debito netto attualmente pari a 3,5 volte l’EBITDA rettificato avvicinandolo al suo obiettivo di 1 o 2 volte".

La transazione "rimane subordinata alla conclusione dell'acquisizione di Refinitiv, ma secondo gli analisti LSE ha ora affrontato in maniera adeguata le maggiori preoccupazioni normative e politiche che avrebbero potuto ostacolare la chiusura del deal. Borsa Italiana e le attività che essa comprende rappresentavano un asset importante per LSE soprattutto perché permettevano al gruppo di rafforzare la sua attività sugli indici obbligazionari”.

Tuttavia “gli analisti sono convinti che LSE abbia fatto bene a sacrificare Borsa Italiana pur di arrivare alla conclusione dell’accordo per Refinitiv. Da una parte, infatti, il coinvolgimento politico del governo italiano avrebbero fatto sì che le sinergie e la piena integrazione di Borsa Italiana nel gruppo LSE non sarebbero mai state del tutto realizzabili. E dall’altra, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, che entrerà in vigore entro la fine dell'anno, avrebbe ulteriormente allontanato Borsa Italiana dal gruppo”

“Refinitiv, inoltre, porterà in dote le sue competenze nella trasmissione dati e nell’analisi finanziaria e una partecipazione di maggioranza in Tradeweb, una piattaforma di negoziazione elettronica nel segmento del reddito fisso che dovrebbe essere in grado di compensare la perdita di MTS", conclude Kammer.

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