Settori azionari, vincenti e perdenti nel trimestre

Tra luglio e settembre le migliori performance sono state messe a segno dal comparto dei beni voluttuari, trainato da Amazon. Energia ancora maglia nera. Il Sector Compass di SSGA
29/10/2020 | Paola Sacerdote

Nonostante da inizio anno la tecnologia rimanga il settore che registra i rendimenti più elevati, tanto a livello globale, quanto a livello regionale, nei mercati statunitense ed europeo, nel terzo trimestre è il settore dei beni voluttuari a posizionarsi in testa alla classifica. E’ quanto rileva il report Sector Compass di State Street, che analizza trimestralmente i flussi e le posizioni degli investitori nei diversi settori azionari.

 

I dati raccolti da SSGA evidenziano che il terzo trimestre del 2020 ha continuato a registrare una notevole dispersione tra i rendimenti settoriali. Il divario nell’MSCI World tra il guadagno dei beni voluttuari, pari al 16%, e il calo dell’energia, pari al 16%, si attesta al 32%, ed è persino maggiore nell’S&P 500.

L’energia è stato l’unico settore a registrare rendimenti negativi in tutte e tre le regioni, dati i persistenti timori sulla mancanza di domanda di prodotti petroliferi, in particolare a causa della riduzione dei viaggi. Inoltre, il settore sta già probabilmente soffrendo per le probabili ricadute di una potenziale vittoria di Biden alle elezioni presidenziali USA, che imporrebbe penalizzazioni più severe alla produzione di combustibili fossili.

 

Nonostante il calo registrato a settembre, Amazon ha contribuito per gran parte dei guadagni nel settore dei beni voluttuari negli indici USA e Mondo, mentre nell’indice europeo il rimbalzo dei titoli legati ai beni di lusso ha dato impulso al settore. Nonostante la debolezza dei FAANG, le strategie Momentum, Quality e Growth sono rimasti in testa per tutto il trimestre, mentre le strategie Value hanno sottoperformato.

 

Per quanto riguarda i flussi nei vari settori, analizzando i dati dell’industria degli ETF, l’andamento nel terzo trimestre a livello geografico è stato contrastante. I flussi netti negli ETF settoriali domiciliati in Europa sono rimasti positivi su base mensile, mentre i prodotti quotati negli Stati Uniti sono risultati negativi a settembre, nonostante i solidi afflussi negli ETF azionari in generale. A farne le spese sono stati il settore tecnologico USA, dove si è verificata una svolta nel momentum dei flussi in linea con la svolta nel momentum dei prezzi, e il settore finanziario, sensibile ai tassi, che per tutto l’anno ha arrancato sulla scia dei timori per i margini di interesse delle banche.

 

Sia nel mercato statunitense che in quello europeo si è registrata una maggiore attenzione per i settori ciclici dell’industria e dei Materiali, in quanto gli investitori hanno maggiore fiducia nella ripresa economica e negli aiuti provenienti dagli stimoli fiscali per la costruzione di infrastrutture. Gli ETF settoriali domiciliati in Europa hanno continuato a ricevere flussi positivi netti nei fondi sulla Tecnologia, che in tal modo sono diventati la più grande categoria da inizio anno.

 

Un dato interessante emerge dall’analisi del posizionamento degli investitori istituzionali, che evidenzia come molti flussi degli investitori istituzionali siano confluiti nei Materiali. A differenza di quanto avvenuto in precedenza nel rally della ripresa, gli investitori hanno preferito i produttori di prodotti chimici rispetto ai metalli e ai prodotti minerari. Questi flussi indicano il desiderio di un’esposizione ciclica e sono stati sostenuti da un forte aumento degli utili. I relativi afflussi hanno ulteriormente aumentato i sovrappesi medi sui materiali.

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