Azionario: niente panico e focus sui fondamentali

Le preoccupazioni dei mercati, dovute alla seconda ondata di contagi e ai timori sulla ripresa economica, potrebbero essere eccessive. La view d Robeco
02/11/2020 | Redazione Advisor

Sulla scia della nuova ondata di contagi e dell’incertezza legata tra le altre cose alle elezioni americane, le aspettative di mercato si fanno sempre più pessimistiche, e questo ha influito in particolare sull’andamento dei titoli europei. Tuttavia, secondo Fabiana Fedeli, global head of fundamental equities di Robeco, il mercato potrebbe essere più preoccupato di quanto dovrebbe. “Non crediamo che nuovi e prolungati lockdown riusciranno ad arrestare la ripresa, perché questa seconda ondata sembra meno grave della prima, almeno in Europa”. Certo, il numero di casi accertati di Covid-19 è aumentato in modo significativo, ma questo è molto probabilmente dovuto ad un considerevole aumento della disponibilità di strumenti diagnostici. I tassi di mortalità sono notevolmente diminuiti, poiché i soggetti vulnerabili, i medici e i governi sono in grado di affrontare il virus in modo migliore, e inoltre si registra un numero crescente di terapie efficaci.

 

“Comprendiamo benissimo i timori degli investitori riguardo alle valutazioni e alla possibilità che in alcuni casi si siano allontanate dai fondamentali” spiega Fabiana Fedeli. “Tuttavia, l’attuale polarizzazione implica che non tutti i mercati – e certamente non tutti i titoli – hanno raggiunto livelli di performance e di valutazione stratosferici. Negli ultimi dieci anni, il Nasdaq Composite Index ha sovraperformato i maggiori mercati azionari mondiali, seguito dall’S&P 500. Altri mercati hanno ampiamente sottoperformato. Le valutazioni relative sono inoltre molto più ragionevoli rispetto a quelle del mercato statunitense, con i multipli prezzo/utili che si attestano a 21x; ad esempio, il CSI 300 cinese scambia a 16,7x e l’Europa a 16x. Chiaramente, la vera discriminante sarà la crescita degli utili, una variabile che dobbiamo continuare a monitorare. Finora, il differenziale nelle prospettive di crescita degli utili tra Stati Uniti, Europa e Asia settentrionale non giustifica una tale disparità di valutazione”.

 

“Il nostro scenario di riferimento conferma che l’economia continuerà a migliorare, anche se a un ritmo più lento di quello osservato nel terzo trimestre. La politica monetaria impedirà all’economia di rallentare, coadiuvata in questo dalla politica fiscale, seppur con qualche momento di suspense. Nel complesso, ciò si traduce in un sostegno alle azioni globali, tanto più che l’earnings yield associato alle attuali valutazioni rimane appetibile nell’odierno contesto di tassi d’interesse contenuti” prosegue il gestore. La seconda ondata di Covid-19 non rappresenta la fine della ripresa economica, e soprattutto, ci avviciniamo sempre più alla fine delle fonti di incertezza, che siano le elezioni statunitensi, un vaccino contro il Covid-19 o l’approvazione di nuove terapie.

 

“Alcune azioni avranno bisogno di più tempo per riprendersi dagli effetti del Covid-19, se mai lo faranno, ed è saggio continuare a evitarle finché non avremo maggiore chiarezza su ciò che ci riserva il futuro. I titoli tecnologici rimangono sovrappesati in molti portafogli. Ciò vale anche per la tecnologia statunitense, per quanto abbiamo attivamente ridotto la posizione. Asia settentrionale ed Europa si confermano le maggiori posizioni di sovrappeso nei nostri portafogli globali. Nei mercati emergenti siamo anche selettivi a livello di paese: abbiamo continuato ad aumentare le posizioni in Cina, Taiwan e Corea del Sud, mentre rimaniamo cauti sulle economie dell’America Latina e della regione EMEA. Vista la moltitudine di informazioni in questo momento, tenere gli occhi puntati su cosa è più rilevante farà la differenza nella nostra performance d’investimento” conclude.

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