Mercati, le previsioni per il 2021. La view di Amundi

Amundi ha presentato l'outlook annuale sugli investimenti e le principali opportunità che si presentano nel 2021
12/11/2020 | Lorenza Roma

Amundi ha presentato oggi i principali temi del suo outlook degli investimenti per il 2021. A parlarne Pascal Blanqué, chief investment officer e Monica Defend (nella foto), global head of research di Amundi. Secondo gli esperti nel 2021 saranno in gioco quattro principali temi globali: ripresa lenta e irregolare dal virus; deglobalizzazione bilanciata; le divergenze nella ripresa stimoleranno le opportunità nei mercati emergenti, in particolare in Cina e la convergenza nel mix di politiche. La durata dell’epidemia alla fine determinerà la forma della ripresa e gli analisti credono che provare a definirla come una ripresa a V, U o K possa essere fuorviante. Ciò lascerà la porta aperta a un profilo di crescita incostante nel breve periodo e, in ultima analisi, tende a confermare il nostro scenario centrale di una ripresa lenta, irregolare e a più velocità a seconda del paese e del settore. Gli esperti ritengono che una quota relativamente più grande del ciclo economico provenga dalla domanda interna. Gli scambi commerciali a livello globale rimarranno deboli e disomogenei. Di conseguenza, i cicli economici saranno più decorrelati, e ciò implicherà un aumento delle frammentazioni e delle divergenze tra paesi e settori. economie in grado di adattarsi meglio alle nuove regole, come il distanziamento sociale, aumenteranno la loro quota di PIL globale. Secondo le previsioni di Amundi, il prossimo anno 15 economie rappresenteranno il 74% della crescita globale e che la Cina sarà il leader mondiale. Infine, secondo l'asset manager, la trilogia politica, fiscale e monetaria continuerà. L'espansione dei bilanci sosterrà le materie prime, mentre i tassi rimarranno bassi per molto tempo.

 

Lo scenario base di Amundi prevede una ripresa che durerà diversi anni con politiche monetarie non convenzionali destinate a continuare. Amundi individua delle opportunità dalle grandi rotazioni verso l'azionario, i settori più trascurati e il value di qualità. Le azioni delle banche centrali e di natura fiscale sono destinate a continuare, rendendo la MMT (Teoria Monetaria Moderna) il nuovo mantra. Gli analisti rimangono cauti circa la distribuzione su vasta scala di un vaccino sicuro ed efficace prima del secondo semestre del 2021. Alla luce di queste considerazioni, secondo il team di Amundi, gli investitori dovrebbero aumentare progressivamente l'esposizione alle azioni cicliche, di qualità e value, alle azioni asiatiche e ai temi ESG. Le azioni avranno un profilo rischio-rendimento migliore rispetto all'high yield in una fase di ripresa modesta e riaccelerazione degli utili nel 2021. Gli investitori dovrebbero aumentare l’esposizione alle azioni cicliche, azioni value di qualità e temi ESG post-Covid-19. Vista la quantità di debito con rendimento negativo prossima ai massimi storici e con i tassi di interesse che dovrebbero rimanere bassi nel breve periodo, gli investitori dovrebbero costruire un motore di reddito cercando opportunità in modo trasversale, includendo le obbligazioni dei mercati emergenti, prestiti, real asset (infrastrutture, immobiliare) e azioni ad alto rendimento. Le opportunità nei mercati del credito rimangono, ma il tema principale per il 2021 è quello che gli esperti chiamiamo la grande discriminazione. Amundi rimane positiva sugli asset dei mercati emergenti, pur rilevando differenze all'interno dell'universo EM. In ambito azionario assistiamo ad una riaccelerazione degli utili, pertanto Amundi rimane positiva sugli asset asiatici. Inoltre, gli investitori dovrebbero valutare di allocare una parte dei loro portafogli in titoli di stato di paesi core, indipendentemente dalle loro valutazioni, principalmente per ragioni di liquidità in caso si verifichino fasi di carenza di liquidità. In un mondo caratterizzato da un'elevata correlazione tra gli asset rischiosi, aggiungere fonti di rendimento decorrelate può contribuire a bilanciare l'allocazione. L’oro, gli approcci di rendimento assoluto alla volatilità e le strategie di copertura possono contribuire a migliorare la diversificazione complessiva del portafoglio. Nel medio periodo, il tema principale per gli investitori sarà la mancanza di ancoraggio dei tassi reali e delle aspettative di inflazione a causa del massiccio stimolo fiscale, della monetizzazione dei deficit pubblici, del ribilanciamento del sostegno sociale e politico a favore del lavoro e del rallentamento del commercio globale. I mercati non stanno ancora prezzando questo rischio, ma gli investitori dovrebbero iniziare a valutare delle strategie per un possibile ritorno dell'inflazione.

 

Blanqué ha dichiarato: "I mercati stanno prezzando uno scenario particolarmente positivo: disponibilità di un vaccino in grandi quantità, abbondante liquidità e politiche che rimarranno accomodanti per sempre. La sequenza non sarà così lineare. La transizione dalle ricadute indotte dal ciclo del virus alla riaccelerazione nella seconda parte dell'anno porterà una certa volatilità e opportunità di riposizionamento del portafoglio. Una grande discriminazione nel credito è il fattore da giocare nel reddito fisso. In modo selettivo, i mercati emergenti sono l'area in cui cercare reddito e crescita. Ci aspettiamo una grande rotazione dall'high yield alle azioni e nell’ambito azionario gli investitori dovrebbero privilegiare i titoli azionari ciclici e quelli value di qualità e prestare attenzione alle bolle nelle azioni con una crescita esponenziale. La lotta contro le crescenti disuguaglianze sociali e una nuova focalizzazione sulle questioni climatiche, rivitalizzate da una vittoria di Biden, renderanno l'ESG ancora più rilevante per gli investitori." Defend ha aggiunto: "La durata della pandemia alla fine determinerà la forma della ripresa, che probabilmente varierà in modo significativo nel mondo. La ripresa lenta, irregolare e a più velocità sarà diversa per settore e per paese, e di conseguenza gli investitori devono trarre vantaggio da queste differenze nei profili di crescita”.

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