Cina, stime di crescita al rialzo ma non mancano le insidie

I gestori commentano la recente presentazione del piano quinquennale del gigante asiatico
13/11/2020 | Daniele Riosa

La Cina ha recentemente presentato il suo quattordicesimo piano quinquennale. Vediamo come i gestori commentano le scelte economiche del governo guidato da Xi Jinping. Mobeen Tahir, associate director research di WisdomTree, rileva che “nel suo piano quinquennale per il 2021-2025, la ‘politica della doppia circolazione’ della Cina mira ad attingere alla crescita sia dell'economia interna che del commercio internazionale. Una rinnovata attenzione alla scienza, alla tecnologia e all'innovazione è stata sottolineata menzionando parole chiave quali chip semiconduttori, del 5G, dell'intelligenza artificiale e dei veicoli automatici”.

“Questo - prosegue l’esperto - è di buon auspicio per le materie prime che alimentano queste tecnologie, ovvero i metalli industriali come il rame, il nichel e l'argento, per citarne solo alcuni. Relazioni potenzialmente migliori tra gli Stati Uniti e la Cina sotto la guida di Joe Biden possono fornire un vento di coda a questo settore delle materie prime”.

Carlos Casanova, senior economist Asia di Union Bancaire Privée (UBP) sottolinea che “la ripresa economica del Paese sta diventando generalizzata, il che, unito a un base effect forte e favorevole nel primo trimestre, indica un potenziale rialzo nel 2021. Abbiamo quindi rivisto al rialzo le nostre stime sul PIL per il 2021 fino all'8,0% rispetto al precedente 7,5%”.

“Questo scenario – puntualizza il gestore - presenta tuttavia anche alcuni rischi al ribasso. Le fragilità strutturali della Cina sono aumentate in seguito alla pandemia a causa dell'aumento della leva finanziaria delle imprese. Inoltre, è improbabile che le tensioni geopolitiche si dissipino da un giorno all'altro, nonostante gli ultimi risultati elettorali negli USA. I democratici potrebbero preferire un ricorso alle sanzioni rispetto ai dazi e mostrare un rinnovato interesse per gli accordi commerciali multilaterali, ma i dazi esistenti rimarranno in vigore per un certo periodo di tempo, poiché il sostegno a una posizione più dura sulla Cina è bipartisan. Dal 14° Piano quinquennale (2021-2025) emergono alcune informazioni sugli obiettivi a lungo termine della Cina fino al 2035”.

“La spinta della Cina verso l'autosufficienza – prevede l’economista - andrà a beneficio anche delle nuove infrastrutture. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una rotazione settoriale in settori ciclici e difensivi, ma la preferenza dell'investitore continua ad andare verso titoli growth portando l’MSCI China (MXCN) a crescere dell'8% in ottobre, recuperando del 50% dai minimi di marzo. Avvicinandoci al primo semestre 2021, è probabile che la graduale rotazione verso titoli quality growth continuerà e, con una maggiore attenzione ai consumi”.

I ritardatari ciclici “continueranno a subire i venti contrari man mano che ci avviciniamo al primo semestre 2021, poiché il peso si sposterà sul fronte domestico. Tra questi vi sono i comparti legati alle vecchie infrastrutture (cemento, costruzioni, macchinari), i finanziari, le compagnie aeree, le utility e l'energia. La politica monetaria mirata della PBOC ha portato sostanzialmente a tassi di interesse nominali positivi. Insieme alla stabilizzazione dell'inflazione, questo dovrebbe continuare a sostenere i flussi”.

“Inoltre, il focus sull’economia interna dovrebbe determinare un cambiamento nella politica dei cambi, portando a un ulteriore rafforzamento sul fronte dei tassi effettivi nominali e reali”, conclude Casanova.

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