Triodos IM: un nuovo approccio per il 2021

Ci sono solo pochi esempi nella storia del mondo di quando le pandemie hanno cambiato il corso dell'economia globale e delle società. Ora occorre investire in modelli di impatto e transizione per limitare i rischi e garantire rendimenti positivi a lungo termine.
01/12/2020 | Max Malandra

Una ripresa cauta e disomogenea per i mercati emergenti e lenta e faticosa per quelli sviluppati. È la previsione di Triodos Investment Management che ha pubblicato il proprio Global Investment Outlook 2021.

Dopo la peggiore recessione economica registrata in tempo di pace, gli strategist si aspettano ora “una ripresa della crescita globale, sia nelle economie emergenti che in quelle sviluppate”.

 

“Ci sono solo pochi esempi nella storia del mondo di quando le pandemie hanno cambiato il corso dell'economia globale e delle società - prosegue Joeri de Wilde, Investment Strategist di Triodos IM - La peste nera nel Medioevo, l’Influenza spagnola nel 1918-1920 e il COVID-19.

Questo è il contesto in cui siamo ora, ma la cosa strana è che i mercati finanziari continuano come se nulla stesse accadendo. Le economie si stanno lentamente riprendendo, ma una ripresa sostenibile non è ancora in vista. Pensiamo che sia ora di affrontare le sfide e di iniziare a fare scelte di investimento diverse. Entrambi per il lungo e breve termine”.

 

L’intervento delle banche centrali ha evitato conseguenze disastrose per le economie, ma anche i governi si sono mossi prontamente aggiungendo stimoli fiscali a quelli quantitativi.

“Con livelli di indebitamento ai massimi storici e prospettive economiche incerte, ci manteniamo cauti nella distribuzione del portafoglio, neutrale sulle obbligazioni, negativa riguardo alle azioni statunitensi e leggermente positiva per quelle giapponesi ed europee” mettono in chiaro da Triodos IM.

 

Ma quali sono le prospettive per i mercati sviluppati? “I livelli di attività economica pre-pandemica potranno essere raggiunti solo quando il vaccino sarà ampiamente disponibile. Nonostante gli sviluppi in tema di vaccini, non riteniamo che una diffusione ottimale possa essere raggiunta prima della seconda metà del 2021. Nel frattempo è lecito aspettarsi nuovi stimoli economici. Perché la ripresa diventi sostenibile e inclusiva bisognerà operare scelte politiche coraggiose. Questo potrebbe essere il primo passo verso un sistema economico fondamentalmente nuovo, in grado di affrontare le sfide del nostro tempo: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e disuguaglianza sociale”.

 

E per gli Emergenti? “C’è una carta vincente che potrebbe aiutare alcuni Paesi a compensare in parte l'impatto della pandemia: la ripresa della Cina. La seconda economia al mondo ha un ruolo fondamentale in termini di domanda di materie prime e come fornitore di credito estero e produttore ad alto valore aggiunto nel campo dell’alla tecnologia. Prevediamo che i Paesi emergenti riceveranno un nuovo sostegno grazie all'aumento dei flussi commerciali e all'accesso ai mercati dei capitali, tuttavia i Paesi a basso reddito con grandi deficit di finanziamento dovranno fare affidamento sulla riduzione del debito e sul finanziamento agevolato”.

 

Quali sono le aspettative dal punto di vista degli investimenti? “È necessario un approccio nuovo e più lungimirante per poter valutare lo sviluppo dei rendimenti a lungo termine degli investimenti. Aspettarsi gli stessi rendimenti del passato equivarrebbe a finanziare un collasso: sarebbe un obiettivo forse possibile a breve termine, ma inevitabilmente disastroso nel lungo percorso. Secondo il nostro punto di vista occorre investire in modelli di impatto e transizione, un approccio che contribuirà a limitare i rischi e a garantire rendimenti positivi a lungo termine”.

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