L’alto rendimento non è più così "alto"

Il rischio maggiore, secondo il team di M&G Investments, è quello di non essere investiti in un'asset class ad alto rendimento, in grado di produrre income
01/12/2020 | Lorenza Roma

A inizi novembre, il drastico rally delle obbligazioni high yield statunitensi partito dalla fine di settembre ha toccato i minimi con rendimenti al 4,6%, il valore storico più basso per l'indice dei bond ad alto rendimento statunitense dal 2000. I rendimenti sono poi saliti moderatamente, ma rimangono molto contenuti. Lo spread tra i bond HY USA e i titoli di Stato risk-free si è ridotto avvicinandosi ai suoi livelli pre-Covid, un trend che ha subito un'accelerazione a seguito del risultato delle elezioni USA e della notizia sui test positivi sui vaccini. Entrambe le news hanno avuto un effetto straordinario sui mercati high yield. Il fixed income team di M&G Investments, analizza l’andamento degli spread negli ultimi mesi e fa una panoramica sulle valutazioni

 

La reazione più forte si è concentrata sulle società emittenti più sensibili al Covid, come quelle nel comparto aereo, crociere e casinò, ma la notizia è stata avvertita anche in modo più ampio in tutta l'asset class: 29 dei 32 settori dell'HY USA presentavano spread superiori ai loro livelli pre-Covid al 30 settembre; ora tale valore è pari a solo 15 punti base. Dal punto di vista degli spread creditizi, il mercato statunitense high yield è ora molto costoso rispetto ai suoi omologhi in Europa e nei mercati emergenti. L'high yield dei mercati emergenti, in particolare, offre secondo il team di M&G Investments, ancora un certo valore. Osservando il quadro complessivo del credito globale high yield, la maggior parte degli investitori concorderebbe sul fatto che le valutazioni sembrano ora costose rispetto ai livelli storici, soprattutto se si considera lo scenario di un aumento drammatico dei contagi negli Stati Uniti e, nel resto del mondo, la minaccia di lockdown più severi e un aumento della disoccupazione. Anche dopo il rally, permangono diversi e potenti fattori tecnici di supporto che coloro che investono nell'high yield ignorano a loro rischio e pericolo. Inoltre, anche se al momento le valutazioni potrebbero essere difficili da digerire per i gestori di fondi focalizzati sull'high yield, l'asset class offre ancora un certo grado di valore relativo.

 

Infine, il governo statunitense, per quanto diviso, e la Federal Reserve hanno dimostrato in primavera e in estate di essere pronti a fare "tutto il necessario" per sostenere l'economia e i mercati. Dal massiccio stimolo fiscale all'acquisto di obbligazioni (anche high yield), hanno fornito un enorme sostegno che ha aiutato le imprese a sopravvivere e i mercati a riprendersi.  C'è una certa preoccupazione sul fatto che ci possa essere un altro ciclo di stimoli o meno con un Congresso ancora diviso. Tuttavia, il team di esperti è dell'idea che ulteriore sostegni e stimoli saranno forniti se si riveleranno necessari a seguito di un'accelerazione dei lockdown.

 

“La nostra convinzione è che d'ora in poi i fattori tecnici probabilmente prevarranno su valutazioni meno interessanti", dichiarano gli esperti. "È vero, ci sono ovvi rischi dall'altro lato, ma come abbiamo appreso nel corso dell'estate gli aspetti tecnici citati in precedenza, in particolare gli stimoli della Fed, sono troppo forti per essere ignorati. Il rischio maggiore, secondo noi, è quello di non essere investiti in un'asset class ad alto rendimento, in grado di produrre income, e con una via d'uscita dalla crisi Covid più chiara di prima alla luce degli stimoli", aggiungono gli analisti. "Nel frattempo, come sempre, ci sono singoli nomi e settori che sono andati troppo oltre (es: gaming) e anche settori che sono ora molto più investibili (es: il comparto aereo) ma, per il mercato high yield in generale, d'ora in avanti si potrebbe assistere ad ulteriori rialzi”.

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