Cina, la pandemia non ferma la sua corsa

In un anno segnato dall’emergenza Coronavirus l’economia del gigante asiatico è riuscita a uscire vincente dalla crisi. Il commento di Carmignac
04/12/2020 | Paola Sacerdote

La Cina è il paese uscito finora vincente dalla crisi pandemica. Haiyan Li-Labbé, gestore azionario emergente di Carmignac, traccia un bilancio dell’andamento delle diverse asset class nel 2020 e analizza le prospettive future del gigante asiatico

 

In qualità di investitore a lungo termine alla ricerca di opportunità di investimento strutturali, il valore assoluto del PIL non è il nostro primo criterio, anche se la sua crescita è importante. Abbiamo ottenuto un buon rendimento dai nostri investimenti in Cina anche quando la crescita del PIL è stata bassa. Ci concentriamo sulla qualità della crescita e sui fattori che la guidano, sulla sostenibilità e sulle riforme strutturali. Se guardiamo al PPP (parità di potere d'acquisto), la Cina è già la più grande economia del mondo. Se consideriamo il PIL PPP in base ai prezzi correnti in dollari, ovvero il criterio più utilizzato per misurare il PIL, la Cina è comunque al secondo posto. Il nostro capo economista, Raphael Gallardo, prevede che la Cina dovrà crescere del 4,1% all'anno nei prossimi 15 anni per raggiungere il PIL degli Stati Uniti nel 2035, se gli Stati Uniti continueranno a crescere al loro attuale potenziale, ovvero intorno al 2%. In effetti, questo potrebbe sembrare prudente se si desse per scontato ciò che il presidente Xi ha dichiarato all'inizio di questo mese, cioè che la Cina potrebbe raddoppiare nuovamente il suo PIL entro il 2035, il che implica una crescita annua del 4,73% all'anno.

  

Per quanto riguarda l’azionario, il primo trimestre del 2020 è stato volatile a causa della pandemia, ma la Cina ha rapidamente riavviato la produzione industriale a partire dalla fine di febbraio e il mercato finanziario ha toccato i minimi a metà marzo. Nel complesso le azioni cinesi hanno performato bene: l’MSCI China, che è l'indice più rappresentativo, è salito del 28% fino al 26 novembre 2020, superando ampiamente gli indici MSCI World e EM, che sono entrambi in crescita del 12% da inizio anno. Tuttavia notiamo una grande divergenza di performance tra i settori. I beni di consumo discrezionali (principalmente e-commerce) e l'infotech hanno registrato la migliore performance con oltre il 50% da inizio anno, mentre l'energia, il settore immobiliare e finanziario hanno riportato una performance negativa di -15%/-3% da inizio anno. Questo spiega perché l'indice HSCEI mostra un andamento piatto da inizio anno, in quanto i finanziari hanno un peso importante in questo indice. Nel complesso i titoli della new economy sono quelli che hanno avuto i maggiori benefici: healthcare (vaccini, biotecnologie, Internet finance), cloud, data center, istruzione online, auto elettriche e nuove energie.

 

I rendimenti complessivi dell’obbligazionario cinese sono stati piuttosto buoni, pari a circa l'8% da inizio anno in dollari USA. Questo dato è molto positivo se confrontato con la maggior parte dei rendimenti dei titoli di stato dei mercati emergenti e sviluppati. Questo buon rendimento è tuttavia ascrivibile principalmente alla performance dello yuan (CNY), che è stata la valuta con la migliore performance, con un afflusso di obbligazioni molto forte quest'anno, equivalente a circa 100 miliardi di dollari. Le performance dei titoli di stato cinesi sono state tuttavia relativamente deludenti con l'ultimo round di inasprimento della politica monetaria da parte della People Bank of China, grazie alla buona crescita economica. In prospettiva, i titoli di stato cinesi dovrebbero continuare a beneficiare di una valuta forte e di rendimenti relativamente elevati, pari a circa il 3%, in un mondo che ha fame di rendimenti.

 

In prospettiva ci piacciono ancora i settori della new economy che dovrebbero continuare a beneficiare delle riforme a lungo termine della Cina. Nel piano cinese 2021-2035, i principali settori di intervento sono la digitalizzazione, l'energia verde, le auto elettriche, il consumo interno e l'indipendenza tecnologica. La roadmap del governo offre una chiara guida agli investitori per gli investimenti a lungo termine. Per questo motivo continuiamo ad apprezzare le nostre posizioni a lungo termine nei settori dell’healthcare, dell'istruzione e dell'e-commerce (settore che beneficia dei consumi), dell'auto elettrica, del cloud e dei data center. Tuttavia, dato che quest'anno questi settori hanno avuto una performance fenomenale, potrebbero non avere la stessa performance in futuro. Anche l'enorme iniezione di liquidità da parte di tutte le principali banche centrali ha contribuito alla rivalutazione di questi settori. Prevediamo che il PIL cinese crescerà dell'8,5% circa nel 2021. Con la ripresa dell'economia, prevediamo una leggera riduzione della liquidità il prossimo anno, la crescita totale del credito dovrebbe diminuire, passando dal 13,5% anno su anno di quest'anno all'11-12%, anche le condizioni fiscali saranno più rigide. L'anno prossimo i consumi dovrebbero portare a un recupero della produzione industriale e della spesa per le infrastrutture. Sembra che l'attuale rotazione dalle azioni growth con crescita e multipli elevati verso i titoli ciclici dovrebbe continuare. Crediamo che ci siano buone opportunità di investimento nei settori degli elettrodomestici, dell'auto (soprattutto i produttori di auto tradizionali che stanno entrando nel settore della mobilità elettrica), dei viaggi e delle assicurazioni.

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