Gestore della settimana: 2021 favorevole alle azioni sostenibili

Hamish Chamberlayne di Janus Henderson Investors presenta il suo outlook sull'andamento del mercato di questo settore e dà qualche consiglio sul fronte degli investimenti
14/12/2020 | Daniele Riosa

“Già in questo turbolento e imprevedibile 2020 ci sono stati importanti progressi sul fronte della sostenibilità. La pandemia, nonostante le devastanti conseguenze procurate, ha accelerato gli investimenti nella digitalizzazione, un fenomeno che favorisce la sostenibilità”. Hamish Chamberlayne (nella foto), responsabile delle azioni sostenibili globali di Janus Henderson Investors, presenta il suo outlook sull'andamento del mercato delle azioni sostenibili nel 2021. 

“Per natura – argomenta il gestore - la digitalizzazione ha un impatto fisico modesto sul pianeta. La virtualizzazione di attività prettamente fisiche o legate a prodotti fisici, come viaggiare e usare oggetti, è solo uno dei tanti esempi possibili. La digitalizzazione è inoltre fondamentale per fare progressi nel conseguimento di obiettivi sociali legati alla condivisione del sapere, all’empowerment economico e allo sviluppo economico. Alla luce delle recenti novità sui vaccini e di un prossimo ritorno alla normalità, è facile non pensare ai possibili effetti permanenti della pandemia di Covid-19 sulle vite e sulle prassi lavorative di ognuno di noi. Tuttavia crediamo che qualche cambiamento permanente ci sarà. Dalla telemedicina al lavoro da casa, il digitale ha offerto soluzioni a diverse problematiche in cui siamo incappati nel 2020: a nostro avviso molti cambiamenti sociali osservati quest’anno resteranno anche nel 2021 e oltre”.

Il manager prevede che “presto, grazie alla vittoria di Joe Biden, gli Stati Uniti apporteranno un maggior contributo allo sviluppo sostenibile. Il Paese dovrebbe reinserirsi tra i firmatari dell’Accordo di Parigi sul clima e prendere impegni simili a quelli assunti dall’Unione Europea (UE) con il green deal. Biden ha già proposto piani ambiziosi per rendere la produzione energetica degli USA carbon free entro il 2035 e raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Tuttavia occorre riconoscere che anche sotto la presidenza Trump gli Stati Uniti hanno fatto enormi progressi nell’ambito delle rinnovabili. Nei quattro anni del suo mandato, il consumo di energia da fonti rinnovabili negli USA ha superato il consumo di carbone per la prima volta in oltre 130 anni. Se con un’amministrazione che sottovalutava la necessità di uno sviluppo sostenibile è stato raggiunto un simile traguardo, siamo ansiosi di vedere quali passi avanti si potranno compiere con un governo pro sostenibilità. Dato che sempre più Paesi riconoscono la necessità di essere low carbon, nei prossimi dieci anni assisteremo all’adozione di massa dei veicoli elettrici (electric vehicles, EV)”.  

Nel Regno Unito, “il termine per porre fine alla vendita di auto e pulmini alimentati a benzina e diesel è stato anticipato di dieci anni, al 2030. Quanto al resto del mondo, Norvegia, Canada e Germania mirano a vendere esclusivamente EV per il trasporto passeggeri rispettivamente entro il 2025, il 2040 e il 2050.2 Solo in Europa nel 2019 sono stati investiti 60 miliardi di euro nella produzione di veicoli e batterie elettrici, un importo 19 volte superiore a quello dell’anno precedente. Al contempo, la Cina ha aderito al trend con una ambiziosa strategia di sviluppo low carbon, prefiggendosi di raggiungere il 25% di EV sulle vendite totali di auto entro il 2025".

“Naturalmente – sottolinea l’analista - i consumatori nutrono un forte interesse verso i veicoli elettrici. In settembre, ben tre milioni di persone hanno partecipato da remoto al Tesla Battery Day, durante il quale sono stati presentati il programma e i piani di investimento dell’azienda sul fronte tecnologico per i prossimi 10 anni. Tesla mira ad aumentare la produzione di batterie di 100 volte e ha già individuato le innovazioni necessarie per migliorare sia la durata delle batterie che la gamma di veicoli. Ma soprattutto ci aspettiamo che la determinazione di Tesla inneschi un cambio di marcia negli investimenti in tutto il settore dell’automotive. Alcune società hanno già iniziato a muoversi in questa direzione”.

In presenza di tassi di interesse bassi e di un’economia fragile “crediamo sia meglio investire in società che presentano un potenziale di crescita di lungo periodo e che le opportunità più interessanti saranno costituite dalle aziende esposte a due trend di investimento di lungo periodo: green e digitalizzazione. Questi due trend trascendono i nostri dieci temi di investimento connessi allo sviluppo sostenibile (che comprendono conoscenza e tecnologia, efficienza ed energie pulite) e contribuiscono al nostro processo di generazione di idee”.  

“Quindi – conclude Chamberlayne - il nostro approccio all’investimento nel 2021 non cambierà. Puntando sui nostri temi di investimento legati allo sviluppo sostenibile, crediamo di poter trovare società resilienti esposte a opportunità di crescita a lungo termine”.

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