Cerulli: la rivoluzione degli ESG ora guarda ai manager

Secondo l'ultimo report della società di consulenza c'è un aspetto che andrebbe considerato ma finora non è stato fatto. Ossia legare la remunerazione del manager a...
14/12/2020 | Marcella Persola

Il cambiamento climatico continua ad essere il più importante tema a livello di ESG. A confermarlo anche uno dei recenti studi di Cerulli Associates intitolato: "European Environmental, Social, and Governance Investing 2020: Leading the Global Revolution" nel quale di evidenzia che quasi il 77% delle compagnie di assicurazione affronta il cambiamento climatico in modo esplicito nelle loro politiche di investimento responsabile, così come il 53% dei fondi pensione intervistati nel rapporto.

Inoltre i gestori patrimonali francesi, olandesi e britannici affrontano maggiormente  il tema del cambiamento climatico nelle loro politiche di investimento responsabile rispetto ai loro omologhi in Italia o in Svizzera.

 

"Sebbene il cambiamento climatico sia l'argomento chiave affrontato nelle politiche di investimento responsabile di molti gestori, non sono in molti a fissare obiettivi per ridurre i rischi legati al clima o a riportare le loro performance rispetto a questi obiettivi", afferma Justina Deveikyte, direttore associato del team di ricerca istituzionale europeo di Cerulli e autrice principale del rapporto.

 

I dati del sondaggio di Cerulli mostrano che, in media, quasi il 70% dei gestori europei intervistati non stabilisce obiettivi di riduzione dell'impronta di carbonio per i portafogli gestiti esternamente. Questa percentuale è più bassa invece nei paesi nordici. Le capacità ESG sono ora parte integrante della selezione dei gestori dei proprietari di asset europei. "Il fattore più importante che i gestori valutano durante il processo di selezione è il livello di integrazione ESG del personale, perché da esso dipende l'efficacia dei quadri ESG", afferma Connor Bigland, analista del team di ricerca istituzionale europeo e co-autore del rapporto.

 

Un elemento sul quale però c'è da fare ancora molta strada e il collegamento tra remunerazione del manager e integrazione di fattori ESG. Questi elementi sono ancora poco collegati (è collocato al sesto posto tra gli undici fattori determinanti per scegliere un asset manager) ma nel futuro potrebbe farsi strada.

Più del 45% degli intervistati dell'assicuratore ha dichiarato che collegare la remunerazione dei manager alla performance ESG è molto importante, rispetto a solo il 30% degli intervistati dei fondi pensione. Nessuno dei gestori che hanno partecipato alla ricerca di Cerulli ha sviluppato una struttura di fee che permetta di collegare i compensi alle performance ESG.

 

L'indagine di Cerulli ha inoltre rilevato che il 68% degli intervistati tra le compagnie assicurative e il 63% degli intervistati dei fondi pensione prevede di passare da un approccio di investimento passivo a uno più attivo per migliorare l'integrazione ESG nei prossimi tre-cinque anni. Cerulli si aspetta una maggiore richiesta di approcci potenziati, che aggiungono livelli di funzionalità ESG a un fondo passivo tradizionale. Questo potrebbe portare alla costituzioni di fondi che si collocano a metà strada tra le strategie passive tradizionali e quelle attive tradizionali e che rappresenterebbero una nuova fetta di mercato ESG, rendendolo ancora più competitivo. 

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