Il tempo è amico dell'investitore obbligazionario

Anche le banche centrali avranno bisogno di tempo perché i governi si riprendano da una catastrofe come il Covid-19. L'outlook 2021 di DPAM
18/12/2020 | Lorenza Roma

Tra il 2009 e il 2019 i mercati obbligazionari hanno prosperato grazie al predominio della politica monetaria. Il 2020 è stato l'anno cruciale che ha dato impulso a un vero e proprio modello cooperativo e collaborativo tra politica fiscale e monetaria. "In DPAM ci concentriamo sulle implicazioni che questo nuovo modello avrà sui livelli dei tassi d'interesse nominali e reali a più lungo termine, nonché sulle pressioni inflazionistiche che potrebbero diventare visibili", spiega Peter De Coensel, CIO fixed income di DPAM.

 

"Il 2021 sarà un anno di investimenti impegnativo per tutti i settori dei mercati finanziari, poiché l’eredità del 2020 è stata senza precedenti. I tassi europei sono i più fragili, seguiti da vicino dal credito IG in euro. Le obbligazioni HY e le obbligazioni convertibili possiedono interessanti ammortizzatori. In questo contesto, la professionalità nella costruzione del portafoglio è un requisito fondamentale per preservare e/o far crescere il capitale", precisa il CIO. "Nell'ambito dell’alto rendimento europeo (HY), il 2020 si è chiuso in modo promettente, con il segmento HY entrato in territorio positivo. In questo periodo, gli indici HY registrano rendimenti simili a quelli dell'obbligazionario europeo ad alto merito creditizio (IG) circa il 2,5% nel 2020. In sostanza, guardando al potenziale relativo rispetto al settore IG, l'HY europeo vanta un rendimento d'acquisto dell'indice del 2,8%, offrendo uno spread di circa 360 bp", aggiunge De Coensel.

 

"Le obbligazioni convertibili globali hanno registrato una performance stellare nel 2020: +25% mentre quelle europee stanno terminando l’anno intorno al +6%. I convertibili prosperano in condizioni di ripresa all'inizio del ciclo. Per il 2021 e il 2022, crediamo che questo universo fiorirà ulteriormente", puntualizza il CIO che aggiunge "guardando ai paesi emergenti, i rendimenti attesi delle loro obbligazioni governative si attestano al 4,5% su un orizzonte d'investimento di 5-6 anni. Un'interessante ripresa del rendimento reale rispetto ai tassi reali medi dei mercati sviluppati spiega questa opportunità. Tuttavia, il 2021 e oltre, è di buon auspicio, poiché ci aspettiamo che l’EMFX si stabilizzi e/o si rafforzi a seguito degli sforzi di riflazione globale da parte delle autorità monetarie e fiscali."

 

"Un approccio d'investimento globale e diversificato, con una maggiore allocazione al rischio obbligazionario emergente (governativo e creditizio) e settori obbligazionari resistenti all'inflazione, parla da sé", conclude De Coensel. "Il tempo è amico dell'investitore obbligazionario e proprio di tempo avranno bisogno le banche centrali perché i governi si riprendano da una catastrofe, come il Covid-19, che si verifica una volta ogni secolo".

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