Outlook 2021, normalità pre-Covid entro l’estate

Le previsioni degli operatori dei mercati finanziari condensate nella view di Assiom Forex
23/12/2020 | Redazione Advisor

“Il 2020, che sta giungendo a conclusione senza eccessivi dispiaceri e con nuove ondate di Covid-19 e ampie ripercussioni sul quadro sanitario ed economico, ci lascerà con la grande attesa di un ritorno ad una normalità pre-Covid entro l’estate quando la diffusione dei vaccini permetterà di controllare la pandemia, e il risparmio elevato sosterrà i consumi, in presenza di politiche economiche espansive”. Questa è la previsione degli operatori dei mercati finanziari condensate nell’outlook Assiom Forex per il 2021

Negli Stati Uniti, “il 2021 e 2022 prevedono una forte accelerazione, guidata dai consumi, con variazioni annue di 4,2% e 3,3%, rispettivamente, sulla base di politiche economiche che dovrebbero restare accomodanti a rafforzamento della ripresa. Nell’Eurozona, la seconda ondata di contagio potrebbe causare una modesta contrazione del PIL nel 4° trimestre, ma prevediamo un recupero della crescita al 4,4% nel 2021 e al 3,5% nel 2022. Con un sorpasso sugli Stati Uniti. Il livello dei disavanzi pubblici sarà elevato per tutti i Paesi europei, mentre l’inflazione salirà per effetto base nella parte finale dell’anno, restando comunque ben al di sotto del 2%":

In Cina, “la ripresa economica sta proseguendo anche nel 4° trimestre estendendosi ai servizi e ai consumi privati, che saranno ulteriormente supportati dalle politiche fiscali nel 2021. L’impulso del credito continuerà a sostenere la ripresa degli investimenti almeno nella parte iniziale del nuovo anno, mentre la normalizzazione della politica monetaria e l’enfasi sul controllo del rischio finanziario ne freneranno poi la dinamica nella seconda metà dell’anno: la crescita del PIL è attesa in aumento a +8% a/a nel 2021 e a 5,5% nel 2022 dal 2% nel 2020. Nel Regno Unito, si intensificano i negoziati sulle modalità di uscita dall’UE: un accordo stile FTA avrebbe un impatto di mezzo punto percentuale di PIL mentre l’uscita senza accordi potrebbe pesare per più dell’ 1% sul PIL inglese".

Per gli analisti di Assiom Forex “il 2021 sarà l’anno dei grandi cambiamenti: alla Casa Bianca arriverà Biden e quindi una politica più sensibile al green, ipotizziamo un deal positivo per la ‘Brexit’ e la pandemia, grazie alla diffusione dei vaccini, scomparirà pian piano. L’arrivo dei vaccini ha ridotto significativamente il rischio al ribasso della crescita dei fatturati aziendali, ma fino a quando non si sarà raggiunta l’immunità di gregge, la visibilità sulla redditività aziendale resterà contenuta, con fatturati che saranno irregolari nei prossimi trimestri”.

Tuttavia, “quello che non cambierà l’anno prossimo sarà il supporto monetario delle banche centrali e lo stimolo fiscale dei governi. Finché quindi i tassi risk free rimarranno a questi livelli straordinariamente contenuti, gli asset a rischio come i mercati azionari saranno da preferire. Tuttavia ricordiamo che la pandemia ha impattato in modo differente i diversi Paesi ed è oramai chiaro che l’Asia sia fra le aree mondiali quella nella quale si sia gestita meglio la crisi sanitaria. Riteniamo quindi che la Cina, il Giappone, la Corea e l’India saranno aree geografiche da sovrappesare nel 2021”.

“Una ripresa ‘V shape’ della domanda – prevedono gli esperti - dovrà affrontare un'offerta limitata in tutti i mercati delle commodity (petrolio compreso), situazione di solito tipica nelle fasi avanzate del ciclo economico. Tutto ciò, assieme alla debolezza del dollaro, alle politiche re-flazionistiche di stimolo fiscale e monetarie ed al ‘fattore Cina’, dovrebbe fungere da volano per le materie prime, non prima di uno storno correttivo dei prezzi nel primo trimestre del nuovo anno. Le politiche globali di QE ed i livelli crescenti di debito a tassi negativi, una quota di inflazione attesa non ancora scontata nei prezzi e la volatilità in rialzo del mercato azionario, oltre alla ripresa della domanda al dettaglio dei mercati emergenti dovrebbero limitare i pullback dell’oro, creando i presupposti per possibili nuovi approcci alla soglia dei 2.000 usd/oncia. L’apertura alle politiche “green” contribuirà a sostenere anche i prezzi di argento e palladio”.

Passando alle valute “gli ultimi mesi del 2020 sono stati caratterizzati da un andamento della moneta statunitense e della sterlina inglese fortemente collegati alle condizioni di RISK ON / RISK OFF, al netto, per quest’ultima, della vicenda Brexit. Per quanto riguarda il biglietto verde riteniamo che questa correlazione potrebbe riproporsi nella prima parte del 2021 (target Eur/Usd a 6mesi 1,25) in un contesto pro rischio favorito dall’arrivo dei vaccini e dalle speranze di una ripresa economica rapida sebbene i dati dell’ultimo quarto 2020, a causa dei diffusi lock down, si prevedano in contrazione. Metabolizzata l’euforia della ripartenza, il secondo semestre lascerà spazio ad un recupero del dollaro il cui obiettivo contro euro, al 31 dicembre, si attesta in area 1,2000".

La sterlina “nella seconda parte dell’anno, traguardato l’evento binario della Brexit che, se ‘hard’, potrebbe innescare forti vendite sulla divisa, (Eur/Gbp a 0,95 e Cable 1,20) ovvero forti acquisti in caso di accordo (Eur/Gbp 0,85 e Cable 1,40), potrebbe stabilizzarsi nel mezzo del range, in attesa di rinnovato vigore grazie alla dinamicità e all’agilità del mercato del lavoro sebbene sia difficile fare previsioni sulla reale portata economica legata all’uscita dal blocco Euro. A valle della decisione della FED a marzo del 2020 di arginare lo shortage di liquidità in dollari con un programma di QE illimitato, divise emergenti come lo Zloty polacco, la Corona ceca e lo Yuan cinese hanno sovraperformato monete con fondamentali deboli o instabilità politica come il Rand sudafricano, la Lira turca e il Rublo russo.In un contesto di appetito al rischio riteniamo che la situazione possa invertirsi poiché gli investitori sono più propensi ad accettare il rischio di currencies più instabili”.

“L’attuale valutazione in termini nominali e di REER di divise come Turchia, Brasile, Russia e Sud Africa è molto cheap rispetto alla media di lungo termine e questo offre ottime opportunità di entrata a livelli particolarmente favorevoli”, conclude l’outlook di Assiom Forex.

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