I campioni della sostenibilità italiana secondo Equita

Le risorse destinate allo sviluppo sostenibile offrono opportunità di creazione di valore per le aziende maggiormente coinvolte in questi progetti e con solidi fondamentali
23/12/2020 | Paola Sacerdote

Gli impegni senza precedenti delle istituzioni europee a sostegno di uno sviluppo responsabile e sostenibile sono sulla buona strada, anche se con qualche ritardo, e vengono ormai ben accolti dagli investitori, pronti a destinare una quota crescente di portafoglio ai fondi ESG. In una recente ricerca Equita ha stilato un bilancio sull’andamento degli investimenti responsabili a livello globale, analizzando in particolare l’impatto del Covid-19 sulla sensibilità degli investitori nei confronti di queste tematiche, e focalizzandosi sulle opportunità offerte alle aziende italiane dagli investimenti stanziati dalle istituzioni per lo sviluppo sostenibile.  

 

Lo studio rileva innanzitutto che la richiesta di investimenti responsabili non è cresciuta mai così tanto quanto in questi mesi colpiti dalla pandemia. “La raccolta dei fondi ESG nei primi nove mesi di quest’anno ha costantemente superato la raccolta dei fondi tradizionali” spiega Domenico Ghilotti, co-head dell’Ufficio Studi di Equita ,“segno che la pandemia ha aumentato la consapevolezza sull’importanza dei temi legati alla sostenibilità, abbracciando sempre più anche la dimensione sociale oltre a quella ambientale e della governance. La sensibilità ai temi della sostenibilità sembra per altro finalmente attecchire anche fuori dei confini europei, con una quota crescente dei nuovi investimenti sostenibili preveniente dagli USA e, più di recente, dal Giappone”.

 

La crescente domanda è stata accompagnata da un’offerta sempre più ampia di nuovi fondi da parte delle case di gestione, ma soprattutto, sottolinea Ghilotti, è stata  trainata da “ritorni mediamente superiori rispetto alle gestioni tradizionali (secondo Morningstar, il 72% dei fondi ESG si è collocato al di sopra del 50° percentile in termini di performance all’interno delle rispettive categorie), a smentire una visione un po’ obsoleta che ipotizzava un conflitto tra ritorni finanziari e sostenibilità, un elemento che in passato ha limitato lo sviluppo dei fondi ESG”.

 

Per quanto riguarda in particolare il mercato italiano, la ricerca evidenzia un andamento in linea con il trend internazionale. I dati di Assogestioni hanno registrato una raccolta netta complessiva di 15,1 miliardi di euro nel terzo trimestre, (15,7 miliardi da inizio anno), e all’interno di questa gli afflussi verso i fondi ESG sono stati pari a 6,2 miliardi rispetto a 8,9 miliardi per i fondi non ESG. Il numero di fondi ESG in Italia è aumentato di circa il 64% da inizio anno (da 221 a 362) e del 23,9% su base trimestrale (da 292 nel secondo trimestre). In linea con i dati globali, gli asset under management ESG in Italia hanno continuato a crescere, passando da 30,4 miliardi nel primo trimestre a 41,5 miliardi nel secondo (+ 36% trimestre su trimestre) per raggiungere 55,7 miliardi nel terzo(+ 34,2% QoQ). Nei primi nove mesi del 2020, i fondi ESG hanno totalizzato una raccolta netta di 12,8 miliardi di euro, pari all'88,7% della raccolta netta complessiva in Italia, spiegata in parte dai forti deflussi registrati dai i fondi tradizionali nel primo trimestre (-14,9 miliardi di euro).

Nonostante la raccolta robusta, Equita sottolinea che alla fine di settembre i fondi ESG rappresentavano ancora solo un esiguo 2% del patrimonio gestito complessivo in Italia.

 

Nello studio l’investment bank indipendente osserva che anche le istituzioni sembrano avere sposato in pieno il tema della sostenibilità, dando progressivamente esecuzione alle promesse fatte a ridosso dello scoppio della crisi, destinando ingenti risorse non solo per supportare l’uscita dall’emergenza sanitaria ed economico-sociale creata dal Covid, ma anche per finanziare piani di investimento di medio termine legati a progetti di sviluppo sostenibile. Alcune iniziative dell'UE sono già state attivate con successo mentre il progetto Next Generation EU, nonostante alcuni ritardi e frizioni sta procedendo, e rimane cruciale per un efficace sostegno alle economie dell'eurozona.

 

Le risorse destinate allo sviluppo sostenibile offrono opportunità di creazione di valore per le aziende maggiormente coinvolte in questi progetti e con solidi fondamentali, e proprio per approfondire questo tema  Equita ha organizzato una conferenza virtuale, dal titolo “Italian Champions for Sustainability” in cui è stato posto l’accento su come le aziende Italiane di eccellenza possano contribuire maggiormente allo sviluppo sostenibile facendo da catalizzatore dei piani di investimento stanziati dalle istituzioni per l’uscita dalla crisi e la ripresa economica. All’evento è intervenuto in particolare il top management di quattro società: Diasorin, Iren, Sesa e Snam Rete Gas, a rappresentare quattro direttrici di investimento sostenibile particolarmente rilevanti (il rafforzamento dei presidi sanitari per la lotta alla pandemia, lo sviluppo dell’economia circolare e delle energie rinnovabili, con particolare attenzione alle nuove opportunità offerte dall’idrogeno, il sostegno alla digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione).

 

L’ufficio studi di Equita ha quindi voluto sintetizzare queste opportunità in un portafoglio, “Italian Corporates for Sustainability”, costituito da 10 titoli italiani che integrano opportunità di investimento legate allo sviluppo sostenibile e solidi fondamentali (raccomandazioni di “BUY” sul titolo). I titoli così selezionati sono: Enel, Snam, Terna, Inwit e Tim tra le società del Ftse Mib, mentre Erg, Falck Renewables, Ghc, Sesa e Sicit tra le capitalizzazioni medio piccole.

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