Investimenti, serve un’efficace pianificazione finanziaria

Richard Flax di Moneyfarm ritiene che “il modo migliore per navigare in questa situazione sia mantenere un focus di lungo termine"
12/01/2021 | Daniele Riosa

Il 2020 resterà un anno impresso nella memoria per lungo tempo. Con la fine dell’emergenza che sembra avvicinarsi, siamo naturalmente tentati a proiettarci verso il futuro, cercando di immaginare la nostra vita oltre la pandemia. Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, spiega che “come all’inizio di ogni anno, il comitato investimenti è impegnato a individuare la strategia che guiderà la costruzione dei portafogli nei prossimi anni. Quest’anno l’impegno è duplice: non solo dobbiamo rinnovare le nostre valutazioni di lungo termine ma siamo in un certo senso chiamati a capire la direzione che nel futuro prenderanno l’economia globale e la società. Il suggerimento che mi sento di dare a tutti gli investitori, in un momento che potrebbe segnare l’inizio di un nuovo ciclo economico e finanziario, è quello di trovare del tempo per ragionare, magari insieme al proprio consulente, sul proprio piano d’investimento, per essere sicuri di entrare nel futuro, almeno sotto questo aspetto, con il piede giusto”.

Che cosa ci aspettiamo nei prossimi mesi? “Se guardiamo con attenzione alle principali notizie che hanno caratterizzato quest’ultimo anno, possiamo individuare due temi ricorrenti: economia e sanità. Raramente questi temi sono stati così dirimenti e così al centro dell’attenzione non solo degli investitori ma del pubblico in generale. Quando diciamo che la nostra speranza è che il 2021 sarà un anno migliore e notevolmente meno drammatico, ci riferiamo proprio a queste aree chiave. Dall’assistenza sanitaria alla ripresa economica, il futuro prossimo dipende dallo stesso mix di fattori che hanno influenzato il 2020, ciascuno con il potenziale di influenzare non solo i rendimenti per gli investitori, ma anche le vite di miliardi di persone e milioni di imprese in tutto il mondo”.

“Il tema centrale del 2021 – prevede l’esperto - sarà l’assistenza sanitaria, ancora al centro delle preoccupazioni di cittadini e governi. Se chiedessimo agli investitori qual è il rischio principale per il 2021, la maggior parte di loro parlerebbe probabilmente dell’efficacia dei vaccini, con un elemento di incertezza legato a una possibile mutazione del virus o all’efficacia del poderoso programma vaccinale".

Il secondo tema è quello della ripresa economica. “Laddove il 2020 è stato dominato dalla recessione, con i governi che hanno dovuto investire le proprie risorse per mantenere a galla la nave, non sembra irragionevolmente ottimistico sperare che il 2021 sia un anno più positivo economicamente. Vale la pena notare che, prima della pandemia, non tutte le economie stavano andando a gonfie vele. Il ciclo economico mostrava segni di maturità, soprattutto in certi paesi e in certe regioni. In questo senso è improbabile che il successo dei vaccini Covid-19 sia un proiettile d’argento per le economie in difficoltà di tutto il mondo. Esistono preoccupazioni preesistenti su aree come la crescita e la disoccupazione, in particolare nell’Europa occidentale, che sono state solo esacerbate dalla pandemia globale”.

“Tuttavia – argomenta l’analista - i mercati finanziari, in particolare dal lato azionario, sono ottimisti, con valutazioni al di sopra delle loro medie di lungo termine e una serie di indicatori del sentiment che suggeriscono che gli investitori sono relativamente positivi sulle prospettive per il 2021. Certamente ci sono delle ragioni valide: ammesso che il piano di vaccinazione cominci a sortire effetti concreti dalla primavera, è probabile che assisteremo a un rimbalzo significativo non solo nell’attività economica ma anche nella redditività aziendale. Tutto ciò dovrebbe accompagnarsi a un 2021 positivo per gli investimenti. La domanda che ci dobbiamo porre come investitore è quanto di questo rimbalzo sia già scontato nelle performance positive che abbiamo visto nella seconda metà del 2020, noi riteniamo che in parte lo sia. Tuttavia, per un’ampia gamma di attività e settori riteniamo ci sia ancora possibilità di beneficiare dell’impulso positivo della riapertura dell’economia. La nostra valutazione è che questo effetto non sia ancora pienamente riflesso nei mercati finanziari. La questione non si riduce alla velocità della ripresa globale, ma anche alla sua portata”.  

“Gli investitori – prosegue il manager - si chiederanno se le economie nel medio termine avranno la capacità di tornare velocemente oltre il punto in cui eravamo prima del Covid-19, sotto l’impulso di investimenti pubblici senza precedenti, o se dovremmo aspettarci il tipo di ripresa lenta e misurata che abbiamo visto dopo l’ultima crisi. Come sempre, riteniamo che il modo migliore per navigare nel 2021 come investitore sia mantenere un focus di lungo termine. Ci sono ragioni per essere ottimisti riguardo al futuro mentre ci lasciamo alle spalle quello che è stato un anno difficile per così tante persone, aziende e governi, ma il punto fondamentale per gli investitori è attenersi ai loro obiettivi pre-pandemici”.

“Non possiamo prevedere il futuro ma ciò che il 2020 ci ha insegnato è che un efficace pianificazione finanziaria resta e resterà un elemento di sicurezza irrinunciabile per gli individui, in un mondo che si muove veloce: accompagnare l’investitore in questo percorso è il nostro obiettivo principale. Con una solida pianificazione, un’efficace gestione del portafoglio e un posizionamento ampiamente conservativo, il 2020 è stato un anno di resistenza. Guardando al 2021, tuttavia, le prospettive sembrano più rosee”, conclude Flax.

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