Impact investing: 2021 un anno cruciale

Tra 10 anni la data per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, si riusciranno a rispettare le scadenze messe in agenda?
13/01/2021 | Redazione Advisor

Una crisi va affrontata con gli strumenti a propria disposizione, meglio se sostenibili e con un impatto positivo per la società. Uscire dalle turbolenze economiche, sociali  generate dal Covid-19 è cosa tutt'altro che semplice ma le aziende che hanno dimostrato un occhio di riguardo per i tempi legati alla sostenibilità sono state anche le più resistenti. 

In questo può venirci in aiuto l'analisi di Ben Constable-Maxwell, head of sustainable and impact investing, M&G Investments, il quale spiega che: "Uno dei principali sviluppi legati all'impact nel 2020 è stata l'accelerazione nelle azioni di lotta al cambiamento climatico da parte delle maggiori economie mondiali. Tra le iniziative promettenti vi sono l'impegno assunto, a sorpresa, dalla Cina per il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2060, e quello di Joe Biden di aumentare gli sforzi ambientali degli Stati Uniti. Allo stesso modo, un numero crescente di aziende, città e persino regioni sta pensando di passare a un'economia più circolare. Quindi, anche se la pandemia ha fortemente rallentato i progressi in alcune aree, ci sono ragioni per essere ottimisti". Ottimismo si ma con qualche riserva. mancano dieci anni per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite di cui tanto si è discusso negli ultimi passati e sono necessari interventi urgenti per rispettare la scadenza. "La crisi data dal Covid-19 ha distolto l'attenzione e le risorse da moltissime questioni sociali che necessitano di finanziamenti. Per ridurre le disuguaglianze, alleviare la povertà, migliorare l'istruzione e i sistemi sanitari, il 2021 deve essere un anno cruciale per lo sviluppo sostenibile. I governi, le ONG e le aziende hanno tutti un ruolo chiave da svolgere, ma – ora più che mai – gli investimenti a impatto devono diventare un elemento cruciale a supporto delle soluzioni".

 

Va comunque ricordato come l'impact investing sia cresciuto rapidamente. La platea degli investitori interessati e nelle possibilità di utilizzare questi strumenti si è allargata. Prima infatti riguardava solo quelli istituzionali o con un patrimonio elevato.

Secondo quanto riporta nella sua analisi John William Olsen, gestore del fondo M&G (Lux) Positive Impact il Global Impact Investing Network stima la dimensione del mercato a 715 miliardi di dollari di asset in gestione, rispetto ai 114 miliardi del 2017. Un altro motore di crescita è stato il semplice fatto che le strategie a impatto sono più concrete e più facili da capire rispetto agli investimenti ambientali, sociali e di governance (ESG).

"Uno dei cardini centrali dell’impact investing è la misurabilità. Parte del lavoro che stiamo svolgendo è cercare di migliorare la raccolta di dati sulle società in cui investiamo e penso che ciò sia stato sostenuto dall’interesse degli investitori. Inoltre, abbiamo scoperto che la maggior parte delle aziende è desiderosa di far parte di un fondo a impatto, di essere inclusa in un gruppo selezionato di aziende che forniscono soluzioni e fanno del bene sociale e ambientale. Questo ci consente di impegnarci più facilmente, di incoraggiare una disclosure ancora migliore e di aiutare e guidare le aziende a realizzare cambiamenti positivi" prosegue l'esperto.

 

Recentemente si è anche discusso sulla possibilità di una "bolla di sostenibilità. Olsen conclude spiegando che: "È vero che il potenziale di crescita futura e la promessa di un prodotto intuitivo possono portare gli investitori a correre nella stessa direzione. I veicoli elettrici e le IPO di nuove società tecnologiche sembrano entrambi "bolle" per questo motivo. È importante tenere presente che alcuni investitori sono più disposti a pagare per aspetti non finanziari e ciò è difficilmente rappresentabile in un modello finanziario. Inoltre, ci sono molte aziende meno "in voga" che forniscono prodotti e servizi a impatto, sia che si tratti di micro-prestatori nei Paesi in via di sviluppo, sia di organizzazioni nell’ambito della formazione o ancora di aziende sanitarie".

 

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