Gestore della settimana: emergenti tra nuovi equilibri e aspettative di crescita

La crisi del Covid-19 ha profondamente ridefinito anche le prospettive dei mercati emergenti sostiene il cio emerging markets di Aperture Investors, della piattaforma multi-boutique di Generali Investments.
18/01/2021 | Marcella Persola

La crisi del Covid-19 ha profondamente ridefinito anche le prospettive dei mercati emergenti, tra nuovi equilibri e lo scenario di ripresa economica atteso per il 2021. Approfondiamo le prospettive di questa asset class e le collegate opportunità con Peter Marber (nella foto), cio emerging markets di Aperture Investors, parte della piattaforma multi-boutique di Generali Investments.

 

Alcuni mercati emergenti si sono dimostrati resilienti di fronte allo scenario di incertezza del 2020: cosa vi attendete per il 2021?

Nel 2020, i paesi asiatici hanno complessivamente saputo gestire la pandemia di Covid-19 meglio dei paesi dell'America Latina, ed i loro mercati hanno sovraperformato. Con la progressiva diffusione dei vaccini nel 2021, speriamo di registrare una forte ripresa del PIL globale entro il terzo trimestre. In tale scenario le economie più legate alle materie prime, che nel 2020 hanno sofferto per la contrazione del PIL globale di quasi il 5%, potrebbero trarne beneficio con l’apprezzamento valutario rispetto al dollaro USA. Ciò supporterebbe inoltre anche i loro mercati azionari.

 

Quali sono le aree geografiche chiave da monitorare, che offrono le maggiori opportunità?

L'Asia rimane la regione più forte dal punto di vista economico, ma forti fondamentali non sempre generano i migliori rendimenti per gli investimenti. Gli asset dell'America Latina e della Russia, che hanno sottoperformato rispetto ai mercati asiatici nel 2020, potrebbero trarre i maggiori benefici dal rilancio della crescita globale nel 2021. Le scorte sono state esaurite in tutto il mondo e potremmo registrare una forte domanda nel 2021 e nel 2022. Di conseguenza, vi è il potenziale affinchè l'intero universo azionario dei mercati emergenti - sia esportatori di materie prime che produttori - possa sovraperformare ampiamente i titoli dei mercati sviluppati in uno scenario di ripresa globale.

 

Oltre all'aumento dei prezzi delle materie prime, ci sono altri macrotrend che potrebbero influenzare le economie dei mercati emergenti nel prossimo futuro?

Sì, la digitalizzazione del commercio è il maggior macrotrend sviluppatosi di recente. Le piattaforme software e le app stavano già radicandosi nei mercati emergenti prima del Covid-19 e questa tendenza è stata accelerata dalla quarantena globale. Di conseguenza, pensiamo che molti mercati emergenti conosceranno forti incrementi di produttività nel prossimo decennio. E’ sufficiente osservare gli ecosistemi di e-commerce sviluppati in Cina e Corea del Sud per vedere dove si sta indirizzando lo sviluppo futuro. E’ un modello completamente diverso dalla strategia di esportazione del ventesimo secolo avviata dal Giappone e dalle Tigri asiatiche come Singapore, Taiwan e Corea del Sud.

 

Come si stanno muovendo i mercati emergenti rispetto ai criteri ESG?

I paesi e le aziende dei mercati emergenti meglio gestiti dal punto di vista ESG dovrebbero sovraperformare asset simili ma più deboli sotto il profilo ESG, come molti concordano possa avvenire anche nei mercati più maturi. Vi sono tuttavia motivi per credere che i criteri ESG potrebbe avere un impatto positivo ancora più marcato sulla performance finanziaria delle società dei mercati emergenti, rispetto a quelle dei mercati sviluppati. Il mio processo di investimento integra i principi ESG da oltre un decennio e i fattori ESG pesano circa per il 20% nel nostro modello proprietario Aperture Country Risk Index. Stiamo assistendo all’affacciarsi di dozzine di nuovi standard ESG e ci aspettiamo che tali fattori siano ampiamente integrati nelle scelte di investimento nei prossimi anni.

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