Anche la Fed sceglierà una politica attendista

Per Rondorf di Allianz Global Investors “un inasprimento monetario è ancora lontano”
22/01/2021 | Daniele Riosa

Stefan Rondorf, senior investment strategist, global economics & strategy di Allianz Global Investors, spiega che “la settimana prossima gli investitori riceveranno molte informazioni importanti. Dopo le numerose riunioni delle banche centrali tenutesi questa settimana, mercoledì sarà la Federal Reserve a chiudere la prima tornata di incontri del nuovo anno. Sembra che la linea attendista sarà confermata e non sono attese modifiche degne di nota alla politica monetaria”.

“Sul fronte politico – prosegue l’analista - negli Stati Uniti stanno per iniziare i primi 100 giorni della nuova amministrazione Biden tra le cui priorità figurano soprattutto l’attuazione di misure per frenare la diffusione della Covid-19 e il varo di un nuovo pacchetto di stimoli fiscali. Inoltre, negli USA entrerà nel vivo la stagione di pubblicazione degli utili per il quarto trimestre 2020. Probabilmente si registrerà una modesta contrazione della crescita degli utili anno su anno, ma il dato dovrebbe essere nettamente migliore del -9% stimato dagli analisti a inizio 2021. Vale la pena di ricordare che nei due trimestri precedenti abbiamo assistito a una crescita degli utili molto superiore a quanto inizialmente previsto”.

“Anche in ambito economico – sottolinea il manager - il calendario è ricchissimo di eventi. Gli indicatori del sentiment, tra cui l’indice ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, l’indice della fiducia delle imprese USA e l’indagine della Commissione UE sul clima economico, faranno chiarezza sull’impatto dei nuovi lockdown sull’economia. In Giappone sono attesi i dati sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio di dicembre. Da ultimo, alla fine della prossima settimana conosceremo le stime preliminari sul PIL del quarto trimestre del 2020 di Stati Uniti, Germania e Francia”.  

Per il gestore un inasprimento monetario è ancora lontano. “Le banche centrali – argomenta - farebbero meglio a evitare un rapido incremento dei rendimenti obbligazionari, che comporterebbe un rialzo dei costi di finanziamento e condizioni finanziarie più restrittive. L’economia globale, tuttora schiacciata dalla pandemia, non è pronta a simili sviluppi anche alla luce del consistente aumento dell’indebitamento. Non sorprende quindi che di recente le autorità monetarie di tutto il mondo abbiano sottolineato che occorrerà ancora qualche tempo prima di iniziare a inasprire una politica monetaria storicamente accomodante. È quindi probabile che per ora le asset class rischiose continuino a beneficiare di un certo sostegno”.

“Proprio come il cocktail preferito di James Bond, i mercati azionari potrebbero essere agitati (shakerati) da lockdown più lunghi del previsto o, almeno temporaneamente, dall’ottimismo un po’ eccessivo circa le offerte pubbliche iniziali (IPO) e selezionati titoli tecnologici”, conclude Rondorf.

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