L'ESMA chiede un’azione legislativa sui rating ESG

In una lettera alla Commissione europea l’autorità di vigilanza ha condiviso le sue opinioni sulle principali sfide nel settore dei rating ESG e degli strumenti di valutazione
01/02/2021 | Paola Sacerdote

L’ESMA, autorità di regolamentazione dei mercati mobiliari dell'UE, ha scritto alla Commissione europea condividendo le sue opinioni sulle principali sfide nell'area dei rating ESG e degli strumenti di valutazione. La lettera dell’ESMA si basa sulla sua risposta alla consultazione sulla strategia di finanza sostenibile lanciata dalla Commissione nel luglio 2020, in cui venivano sollevate questioni specifiche in relazione ai rating ESG e agli strumenti di valutazione.

 

Nella sua lettera l'ESMA sottolinea la necessità di abbinare la crescita della domanda di prodotti ESG a requisiti normativi adeguati, al fine di garantirne la qualità e l'affidabilità, e identifica alcuni punti chiave da considerare.

 

In primo luogo, il mercato dei rating ESG e di altri strumenti di valutazione è attualmente non regolamentato e non supervisionato. Se si combina questo con l’aumento delle richieste normative per la valutazione delle informazioni ESG, aumentano i rischi di greenwashing, di errate allocazioni del capitale e non corrette vendite di prodotti.

 

In secondo luogo dovrebbe esserci una definizione comune dei rating ESG che copra l'ampio spettro di possibili valutazioni ESG attualmente in offerta. Ciò contribuirà a rendere qualsiasi quadro normativo adeguato alle esigenze future e a mitigarne la possibile obsolescenza.

 

Terzo, il regime di vigilanza e regolamentazione dovrebbe essere adattato all'attuale struttura del mercato e accogliere sia i grandi provider multinazionali, che possono essere soggetti ai quadri normativi esistenti, sia le strutture più piccole.

 

Infine, l’ESMA è del parere che gli emittenti di rating ESG possano far parte di gruppi più grandi che forniscono servizi come la certificazione di obbligazioni verdi e rating del credito. D'altro canto, anche gli operatori più piccoli trarrebbero vantaggio dall'avere accesso a un regime a livello dell'UE. Data questa sovrapposizione, e per beneficiare delle economie di scala nell’ambito della supervisione, l'ESMA è pronta a sostenere eventuali future responsabilità di vigilanza in questo settore.

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