ESG tra gestione passiva e gestione attiva

Justin Kew, analista ESG di Carmignac, spiega le differenze tra i due approcci negli investimenti sostenibili
09/02/2021 | Paola Sacerdote

Quando si tratta di investimenti ESG utilizzare un approccio attivo o un approccio passivo è discriminante. Justin Kew, analista ESG di Carmignac spiega perché.

 

Quali sono le differenze tra un approccio attivo e uno passivo agli investimenti ESG e come questo si riflette sulle performance?

I due approcci sono estremamente diversi e offrono un profilo di rischio-rendimento molto differente. L’approccio passivo agli investimenti ESG è basato esclusivamente su dati e regole, e conduce alla creazione di portafogli che spesso non offrono alcuna differenziazione rispetto ad altri approcci ESG passivi. Questo può creare affollamento negli scambi, che diventano quindi potenzialmente esposti a un rischio più elevato che potrebbe essere sottovalutato, a differenza di ciò che avviene per un fondo agile che prevede una selezione dei titoli basata su analisi proprietarie, gestione attiva e momentum di sostenibilità positivo al fine di determinare l’alpha futuro per gli investitori. In secondo luogo, a differenza di un fondo passivo, con un approccio basato solo sui dati, la gestione attiva permette di ottenere gran parte del valore attraverso il dialogo attivo con le società in cui si investe, utilizzando l’esercizio del diritto di voto, incoraggiando la società a intraprendere un percorso virtuoso non solo verso gli azionisti ma nei confronti di tutti gli stakeholder: clienti, dipendenti, ambiente e comunità.

Analizzando le performance dei nostri fondi, gestiti in maniera attiva, il 2020 è stato un anno eccezionale per quanto riguarda la generazione di alpha e i relativi rendimenti. In particolare, l’alpha è stato generato in due modi: attraverso il sovrappeso di settori come l’healthcare, le tecnologie clean tech industriali e le energie rinnovabili nei mercati europei, e di beni di consumo discrezionali, veicoli elettrici, tecnologie intelligenti e consumer connectivity nei mercati emergenti. Questo approccio attivo, unito a una selezione granulare dei titoli di tipo bottom up, è stato il driver della sovraperformance sia dei fondi Carmignac Portfolio Grande Europe sia dei fondi Carmignac Emergents, che hanno sovraperformato i rispettivi benchmark rispettivamente del 16,45% e del 36,13%  (dati riferiti alla Share class A Eur Acc, 2020).

 

Quali sono i limiti di un approccio passivo e quali i vantaggi di un approccio attivo?

I limiti di un approccio ESG passivo sono dovuti alla dipendenza dai fornitori di rating esterni. I fondi che utilizzano le stesse metodologie di rating ESG esterni avranno composizioni simili e una bassa diversificazione. Ciascun provider ha il proprio approccio alla valutazione del rischio ESG, e la correlazione tra i rating delle agenzie è bassa, intorno allo 0,54. I bias negativi si concentrano sulle azioni dei mercati emergenti, le small cap o le aziende con una diversa materialità ESG, che vengono aggregate riducendo la pertinenza dei loro punteggi. Le esclusioni alla cieca possono dare far pensare che un fondo sia sostenibile, ma le esclusioni di alcuni settori nella catena di fornitura del settore della tecnologia green possono ostacolare il raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Un approccio attivo consente un’allocazione e una diversificazione dinamiche, cercando al contempo di avere un reale impatto sul mondo. Per fare un esempio di questa allocazione dinamica, abbiamo sviluppato un sistema proprietario ESG, chiamato START, che annulla questi bias creando gruppi di peer con caratteristiche simili in termini di rilevanza, dimensioni e area geografica. I dati grezzi dell’azienda, l’impatto, i dati sul carbonio e lo screening su temi controversi sono aggregati in un’unica piattaforma che offre una panoramica in tempo reale delle credenziali ESG di una società. L’analista poi aggiunge la sua analisi proprietaria e l’interazione con l’azienda per arricchire la valutazione ESG degli emittenti, sia azionari che obbligazionari.

Infine, una componente chiave di un approccio attivo agli investimenti sostenibili è la capacità di guidare il cambiamento attraverso un approccio strategico di lungo termine, che richiede lo sviluppo di relazioni e una comprensione approfondita dell’azienda e del settore. Ci sono ampie evidenze del fatto che un coinvolgimento attivo con le aziende non solo migliora i rendimenti di lungo periodo degli azionisti, ma anche il valore generato per gli stakeholder.

 

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