Fondi UE: i gestori accelerano sul fronte ESG

L'analisi di Cerulli Associates dimostra che il 66% dei manager intervistati ritiene che il Covid-19 abbia stimolato la richiesta di sostenibilità
11/02/2021 | Greta Bisello

Aumenta la richiesta di sostenibilità anche spinta dallo scenario creato dal Covid-19.

Il 66% dei manager intervistati da Cerulli Associates ritiene che la pandemia stia stimolando la domanda degli investitori retail per l'integrazione ESG. L'88% invece si aspetta un aumento della domanda tra gli investitori istituzionali di fondi con un'inclinazione ambientale. Percentuali queste molto significative. 

"L'investimento tematico incentrato sulle questioni ambientali sta emergendo come potenziale motore della domanda futura nel canale retail e nuovi prodotti specializzati stanno arrivando sul mercato a un ritmo veloce", afferma Fabrizio Zumbo, direttore associato, European asset and wealth management research di Cerulli.

Le attività dei fondi comuni di investimento ESG e degli ETF (Exchange Traded Funds) sono cresciute a un ritmo esponenziale negli ultimi cinque anni e Cerulli ritiene che la tendenza continuerà. La prova che la gestione in un'ottica ESG possa influire positivamente sulla performance a lungo termine è in aumento e sta riscuotendo successo tra gli investitori, un numero crescente dei quali utilizza approcci di implementazione ESG specializzati.

 

I gestori patrimoniali che Cerulli ha intervistato in un bacino europeo, prevedono che i produttori lanceranno nuovi prodotti sua sull'azionario ESG dei paesi sviluppati (94% degli intervistati) sia prodotti a reddito fisso (81% degli intervistati) nei prossimi due anni. Inoltre, l'81% si aspetta che verranno lanciati nuovi fondi multi-asset ESG sempre nei prossimi due anni. Nel segmento dell'impact investing, più della metà (56%) dei gestori che Cerulli ha intervistato prevede di lanciare nuove proposte per l'azionario dei mercati sviluppati ed emergenti nei prossimi 12-24 mesi.

 

Cambiando approccio e spostandoci verso il passivo. quando si parla di ETF ESG, l'86% dei gestori intervistati da Cerulli in Europa si aspetta che i fondi che si concentrano sulla riduzione dell'impronta di carbonio o sull'esclusione dei combustibili fossili siano i prodotti più popolari nei prossimi due anni.

Nello spazio del wealth management, il 76% delle banche private tirate in causa da Cerulli sempre nel Vecchio Continente prevede di vedere un aumento della domanda di fondi ESG nei prossimi 12-24 mesi. Inoltre, il 52% dei gestori patrimoniali indipendenti intervistati prevede che la domanda di fondi ESG aumenterà nei prossimi due anni. Il 43% dei consulenti finanziari indipendenti intervistati prevede una domanda significativa da parte dei propri clienti per tali fondi e il 56% prevede una domanda moderata.

"Nel prossimo futuro è prevista una maggiore standardizzazione nel settore ESG, che potrebbe stimolare la crescita dei portafogli modello ESG tra i clienti retail e favorire l'adozione tra gli investitori con livelli più bassi di asset investibili", conclude Zumbo.

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