Mercati azionari, il canto del cigno?

Dai rialzi ingiustificati delle penny stocks all’inflazione che sta rialzando la testa, sono segnali che forse si sta avvicinando la fine della festa. L’analisi di Frame AM
15/02/2021 | Redazione Advisor

Si avvicina la fine della festa per i mercati azionari? A guardare quanto sta accadendo sembrerebbe di sì, almeno secondo Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame Asset Management.

De Michelis porta alcuni esempi: “Se Elon Musk dice "usate Signal" le azioni di una penny stock, che include la parola Signal nel proprio nome, volano del 1100 % accrescendo la capitalizzazione della stessa da 50 a 550 milioni di dollari. Un altro caso assurdo è quello di Blink Charging che, a fronte di un fatturato di pochi milioni di dollari) è passata da poco più di un dollaro e mezzo medio del primo semestre 2020 ai 55 dollari di oggi con una capitalizzazione che da circa 70 milioni sale a  oltre due miliardi di dollari”.

 

Il motivo di questi eccessi? Secondo De Michelis è l'effetto della enorme liquidità che è stata immessa sui mercati, ma soprattutto nelle tasche di tanti "trader in pigiama" che iscrivendosi al "club" di Reddit hanno pensato di poter speculare come i grandi professionisti dei mercati, come i gestori degli hedge funds, addirittura con la presunzione di andargli contro.

Lo strategist osserva che si sta quindi creando l'ultima gamba del rialzo azionario ripartito dai minimi del 23 marzo, quello sospinto dal retail puro che i tedeschi chiamano "il rialzo della cameriera". Ovvero quella fase in cui in Borsa comprano proprio tutti.

 

“In tutta onestà mi sarei aspettato questo movimento già nel 2020 seppur non con questa intensità. Purtroppo (o per fortuna a seconda dei punti di vista) il Covid ha cambiato completamente le carte in tavola, facendo sì che sia i Governi che le banche centrali rinunciassero anche al minimo senso del pudore (monetario, ben inteso) stampando a più non posso e inviando addirittura il denaro a casa (alla faccia dell'Helicopter money di Bernanke)”. Questo non significa che tutto il mercato sia in bolla: anzi, “ci sono delle aziende meravigliose che stanno registrando degli incrementi di fatturato eccezionali proprio grazie a questa ripartenza del ciclo che si sta preparando”.

 

In merito all'Italia, “vorrei aggiungere che non avere in portafoglio in questo momento una selezione di azioni italiane (in una percentuale corretta per il profilo di rischio  ovviamente), soprattutto di mid e small cap (perchè ce ne sono di eccezionali anche nel Belpaese) , dopo che abbiamo Draghi a gestire i soldi del Recovery fund e a seguito della legge sui PIR , equivarrebbe indubbiamente ad un atteggiamento pregiudizievole , come quello di quei professori che danno sempre quattro all'alunno scapestrato a prescindere da quello che fa”.

 

Tutto bene quindi? “Sembrerebbe di si, anche se correzioni di qualche punto possono avvenire in qualunque momento, ma attenzione che il vero game changer potrebbe essere l'inflazione, della quale si sta parlando ultimamente seppure senza troppa convinzione. In realtà un recente studio sui prezzi di 750 articoli essenziali venduti su Amazon, ha mostrato che a dicembre dello scorso anno i prezzi di 409 di questi erano aumentati di oltre il 20% rispetto ai livelli pre-pandemia, mentre 136 erano più che raddoppiati”.

Dato ancora più significativo, molte aziende hanno segnalato pressioni sui costi energetici che sono aumentati bruscamente a causa delle difficoltà di approvvigionamento globali soprattutto dei trasporti. Le tariffe di spedizione dei container si sono riprese infatti molto più velocemente rispetto alle ultime due recessioni.

 

“E allora potremmo chiosare con un “fin che la barca va lasciala andare”. Prestando però grande attenzione a non levare lo sguardo dall’orizzonte” conclude De Michelis.

 

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.