Azionario, la ripresa continua ma pesa l’incognita varianti

Dufossé (Candriam): “Il contesto continua a favorire la rotazione verso titoli value nonché il rialzo dei tassi e i prezzi delle materie prime”
18/02/2021 | Daniele Riosa

“La ripresa è in corso senza eccezioni, ma con velocità diverse a seconda delle Regioni”. Come spiega Nadège Dufossé, head of cross asset strategy di Candriam, “il contesto continua a favorire la rotazione verso titoli value nonché il rialzo dei tassi e i prezzi delle materie prime. Le condizioni finanziarie, sia della BCE sia della Fed, sono estremamente accomodanti e la forward guidance risulta solida. Per quanto riguarda l’impatto sui mercati finanziari, ciò potrebbe determinare il rialzo dei titoli azionari, l’aumento dei tassi, il ritorno della crescita e delle aspettative di inflazione. Inoltre l’impatto sarebbe maggiore sui Treasury USA rispetto ai Bund tedeschi”.

Per l’economista “la sfida principale per i mercati rimane la capacità dei vaccini di far fronte allo sviluppo di nuove varianti. Gli attuali vaccini sono stati creati pensando alle versioni precedenti del coronavirus, ma gli scienziati ritengono che dovrebbero funzionare anche con le nuove varianti, sebbene con minor efficacia. I primi risultati indicano che i nuovi vaccini, pur offrendo protezione contro le nuove varianti, sarebbero infatti leggermente meno efficaci. La corsa contro il tempo tra la distribuzione dei vaccini e l'accelerazione dell'epidemia è quindi ancora in corso, e deve far fronte a ostacoli per il raggiungimento dell'immunità di gregge. La notizia è stata accolta piuttosto bene dai mercati finanziari, visto l'andamento degli indicatori del sentiment: in calo a fine gennaio, ma di nuovo in rialzo a inizio febbraio, con un picco di volatilità”.

“Tutto questo – rileva l’esperta - non ha scoraggiato gli investimenti, infatti le analisi sul posizionamento nonché su afflussi e deflussi hanno indicato che ci sono ancora margini positivi per ulteriori afflussi sui titoli azionari, in particolare in Europa. Supponendo un calo della volatilità, potrebbe verificarsi una nuova ondata di investimenti”.

Come sottolinea la manager “nessuno è stato risparmiato dal Coronavirus e dalle sue varianti. Senza dubbio questa crisi sanitaria avrà effetti duraturi su tutti. Per quanto riguarda le aziende e i Paesi, il gap tra ‘vincitori’ e ‘vinti’ si è ampliato poiché alcuni si sono dimostrati più resilienti di altri nell'adattarsi e nell'affrontare le sfide poste dal virus. In termini di resilienza regionale, e all'interno dell'Europa, esiste un divario di crescita tra la Germania e i Paesi che hanno gestito meglio la crisi sanitaria da un lato e Francia, Spagna e Italia (destinazioni turistiche dove le small e mid cap arrancano) dall’altro, dovuto alla loro governance o a debolezze intrinseche pre-crisi. Nei mercati emergenti, la Cina si distingue rispetto alle controparti”.

La crisi sanitaria “ha inoltre modificato i modelli di consumo. A nostro parere, tecnologia, distribuzione online, i settori che beneficiano di maggior spesa pubblica e salute sono da annoverarsi tra i vincitori. Inoltre identifichiamo la sostenibilità come un tema vincente, tra gli altri, in tutti i settori e le aziende che beneficeranno di spese governative strutturalmente crescenti con una maggiore attenzione agli aspetti sociali e ambientali”.

“In Europa, il ‘Green Deal’, la lotta al cambiamento climatico e l'economia circolare aprono scenari interessanti. Anche negli Stati Uniti vi sono opportunità da esplorare, in particolare a seguito dell'ordine esecutivo firmato dal Presidente Biden che riporta gli Stati Uniti nell'Accordo di Parigi”, conclude Dufossé.

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