Investimenti a prova di inflazione

Le politiche monetarie e fiscali stanno spingendo verso l’alto le aspettative di inflazione. Come difendere i portafogli? L’analisi di GAM
19/02/2021 | Paola Sacerdote

Una delle chiavi del successo della ripresa dei mercati finanziari, dopo lo shock di marzo, è stata senz’altro la risposta immediata e “potente” delle Banche Centrali. Per contro, tuttavia, le stesse  politiche monetarie e fiscali messe in campo dalle maggiori economie stanno spingendo verso l’alto le aspettative d’inflazione, e per ora le Banche Centrali sembrano assecondare tale movimento. Paolo Mauri Brusa, gestore del team multi asset Italia di GAM (Italia) SGR, illustra gli strumenti per difendere i portafogli in un ciclo di rialzo dei prezzi.

 

 

”l primo e più ovvio strumento per chi investe in obbligazioni”, spiega Brusa, “è quello di convertire una parte delle emissioni governative “nominali” in quelle “inflation linked”. Se restiamo sulle curve euro, il carry che se ne ricava sarà molto ridotto, ma al momento l’inflazione implicita nei prezzi resta contenuta (nell’intorno del 1%)”.

 

Un’alternativa interessante per un investitore un po’ più sofisticato può essere rappresentata dalle “emissioni in valute legate alle materie prime, come corona norvegese o dollaro australiano. Essendo correlate positivamente al ciclo economico, non sono certo un buon diversificatore nelle fasi di mercato orso, ma in un contesto di graduale aumento dell’inflazione tendono a rafforzarsi”.

 

Passando alla componente azionaria, “anche in questo caso andranno privilegiati i settori ciclici: energetici, materie di base e finanziari, che beneficeranno dell’aumento dei prezzi delle materie prime e delle aspettative di rialzo dei tassi d’interesse. Per chi ne ha la possibilità, ovviamente l’investimento in strumenti legati alle commodity (petrolio, metalli industriali e preziosi) consente di incorporare nel portafoglio una componente fondamentale dell’inflazione” prosegue Brusa.

 

Infine, conclude il gestore,  “il Real Estate, che però nel medio termine ha un legame con la crescita dei prezzi più incerto: da un lato l’inflazione viene incorporata nei prezzi degli immobili; dall’altro, però, la traiettoria dei tassi d’interesse al rialzo tende a deprimere il mercato immobiliare sul lungo periodo, incidendo sulle capacità di finanziamento degli acquirenti e rendendo i rendimenti da locazione meno competitivi rispetto a quello delle obbligazioni, per loro natura molto più liquide”.

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