L’Anno del Bue, presagio rialzista per il mercato cinese

Il Bue viene ritenuto un simbolo di affidabilità, forza, pazienza e cautela ed è anche associato al raccolto, alla fertilità e alla prosperità. L’analisi di Schroders
19/02/2021 | Redazione Advisor

In Cina è iniziato l’Anno del Bue. Il Bue viene ritenuto un simbolo di affidabilità, forza, pazienza e cautela ed è anche associato al raccolto, alla fertilità e alla prosperità. Dopo un 2020 tumultuoso, molti investitori favoriranno mercati affidabili, solidi e prosperi, anche se necessitano di pazienza e cautela: l’Anno del Bue fungerà da presagio ‘rialzista’? Partendo da questo interrogativo Stephen Kam, head of product management, Asia ex-Japan equities, Schroders, analizza le prospettive per il mercato cinese.

 

La Cina è stata l’unica tra le principali economie mondiali a registrare una crescita positiva nel 2020, grazie alla sua gestione efficiente della pandemia. Per il 2021 le stime del team di economisti di Schroders prevedono un’espansione dell’economia cinese del 9%, e il primo trimestre dovrebbe vedere un boom del 15%-20% su base annua. Ciò è dovuto all'impatto ritardato delle misure di stimolo, così come l'effetto di avere una base di confronto molto bassa dopo il forte calo economico nel primo trimestre del 2020. Guardando più in là, il team di economisti prevede una normalizzazione della crescita cinese nel 2022, verso un trend di crescita attorno al 5,5%.

 

I mercati finanziari si sono concentrati su questa forza economica: il mercato azionario cinese, secondo l’Indice MSCI China, nel 2020 ha segnato un +30%, ed è cresciuto più del 15% finora nel 2021 (fonte: Refinitiv, 9 febbraio 2021). “Gli investitori si sono riversati soprattutto sui “lockdown winner”, tra cui aziende di e-commerce e gaming online, healthcare, cloud computing e tech, i cui utili hanno beneficiato del cambiamento dei consumi durante la crisi” spiega Kam.

 

A livello di prospettive per i settori, “riteniamo che i comparti che offrono esposizione a temi di crescita di lungo termine in Cina continueranno a sovraperformare. Un esempio è quello dell’hardware tech, supportato dal fatto che la popolazione continuerà a lavorare da casa nel 2021. In generale tuttavia siamo cauti sulle aziende di internet/e-commerce, viste le alte valutazioni e le regolamentazioni anti monopolio introdotte a novembre. Favoriamo invece aree come l’automazione industriale, i veicoli elettrici e i relativi componenti e la localizzazione delle catene di approvvigionamento, in un contesto di tensioni commerciali”.

 

Tuttavia, prosegue l’esperto, “la ripresa economica globale che farà seguito a una distribuzione efficace del vaccino, dovrebbe favorire i settori ciclici, dove le valutazioni sono ancora convenienti al momento rispetto ai settori growth”.

 

Per quanto riguarda i rischi, Kam osserva che “dalla scoperta dei vaccini per il Covid-19 nell’ultimo trimestre del 2020 sono aumentate le speranze riguardo all’uscita dalla pandemia e alla ripresa economica. È quindi possibile una certa delusione, e qualsiasi cambiamento rispetto alle previsioni positive potrebbe avere implicazioni per i mercati finanziari in generale”.

 

Un’altra area da monitorare è la competizione strategica di lungo termine con gli Stati Uniti. “Ci aspettiamo che le politiche saranno più prevedibili sotto la guida di Biden. Tuttavia, il nostro scenario di base prevede che le tensioni tra le due parti permarranno, pesando sugli investimenti e la crescita globale nei prossimi anni. In risposta alle crescenti tensioni, la Cina ha enfatizzato il tema dell’autosufficienza, in termini di tecnologie e dell’aumento degli sforzi per supportare le aziende nei settori strategici, compresi quello aerospaziale, dell’IT, dei semiconduttori e della robotica. Riteniamo che emergeranno opportunità interessanti per gli investitori, via via che i “campioni nazionali” inizieranno a farsi strada” conclude Kam.

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