Bond investment grade, tre temi chiave

Traiettoria degli spread, scomposizione su base settoriale pre e post pandemia e principali rischi all’orizzonte. Sono i temi su cui focalizzarsi secondo Loomis Sayles
04/03/2021 | Paola Sacerdote

La traiettoria degli spread, la scomposizione su base settoriale pre/post pandemia e i principali rischi all’orizzonte: sono queste secondo il team corporate investment grade di Loomis Sayles, affiliata di Natixis IM, le tre questioni chiave da seguire nel segmento delle obbligazioni investment grade nei prossimi mesi.

 

Iniziamo dalla prima questione. Gli spread investment grade negli Stati Uniti stanno tornando a livelli pre-pandemici, ma cosa è lecito aspettarsi nel corso dell’anno? “Dal nostro punto di vista continuiamo ad essere costruttivi per quanto riguarda il segmento investment grade nel mercato obbligazionario” spiegano il team. “Pur riconoscendo come le valutazioni possano sembrare “piene” su base storica, pensiamo che gli spread investment grade abbiano la possibilità di continuare a restringersi leggermente all’interno di uno scenario di ripresa. Prevediamo che il mercato investment grade beneficerà della diffusione dei vaccini, dal miglioramento dell’economia e da un ulteriore sostegno fiscale. Crediamo anche che assisteremo ad un miglioramento graduale, ma costante, dei fondamentali del credito, dato che le società si stanno concentrando sulla riparazione dei propri bilanci. Inoltre, dal nostro punto di vista, anche la solidità della dinamica domanda/offerta dovrebbe rappresentare un ulteriore sostegno. L'emissione di corporate bond potrebbe diminuire significativamente nel corso del 2021 dopo la quantità record dell'anno scorso e ci aspettiamo che gli investitori continuino ad essere presenti sul credito statunitense, che attualmente offre rendimenti relativamente più alti rispetto ai mercati sviluppati in Europa e Asia”.

 

 

La seconda questione riguarda la scomposizione settoriale pre e post pandemia. “I settori colpiti dalla pandemia continuano ad offrire uno spread aggiuntivo rispetto al mercato, ma anche gli spread delle obbligazioni degli emittenti più colpiti si sono notevolmente ristretti” proseguono gli analisti. “Crediamo che la selezione del credito rimanga fondamentale e preferiamo quei crediti che mostrano una liquidità superiore della media e profili di scadenza gestibili. La nostra attenzione, tuttavia, si sta spostando su ciò che le aziende faranno con la liquidità e il debito accumulati durante la fase più acuta della pandemia. Al momento privilegiamo aziende e settori che stanno mostrando l’intenzione e la capacità di risanare i propri bilanci. Le agenzie di rating hanno mostrato una certa indulgenza per tutto il 2020, optando per un approccio attendista in molti casi, ma ci aspettiamo che adottino una linea più rigorosa nel corso di quest’anno”.

 

Ultima questione, i rischi all’orizzonte. “Tra i principali rischi che stiamo monitorando, nel corso dei prossimi mesi, individuiamo principalmente tre segmenti: quelli legati a diffusi e significativi lockdown in giro per il mondo sulla base dell’aumento dei contagi, quelli relativi ad uno stimolo ulteriore sotto la presidenza Biden che si possa rivelare minore rispetto alle attese e possibili delusioni per quanto riguarda l’esecuzione dei piani vaccinali oppure un’efficacia dei vaccini stessi inferiore alle attese. Anche se il cammino di ripresa si dispiegherà secondo le aspettative, le aziende potrebbero non riuscire a portare avanti la riduzione della leva finanziaria in un contesto economico in miglioramento e con un'ampia liquidità. In particolare, una potenziale rinascita di fusioni e acquisizioni potrebbe rallentare il risanamento dei bilanci e portare ad un flusso di nuove emissioni più alto del previsto” conclude il team di Loomis Sayles.

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