Non solo ESG, oltre mille miliardi investiti nel carbone

Da un recente studio di Urgewald emerge che, all’inizio di questo anno, 4.488 investitori istituzionali detenevano fino a 1,03 trilioni di dollari in società che operano lungo la catena di approvvigionamento del combustibile fossile
05/03/2021 | Redazione Advisor

Grandi passi si sono fatti e si stanno facendo sulla strada della sostenibilità, ma c’è chi ancora scommette sul carbone. Da un recente studio di Urgewald, associazione tedesca impegnata nella tutela ambientale, emerge infatti che, all’inizio di questo anno, 4.488 investitori istituzionali mondiali detenevano fino a 1,03 trilioni di dollari in società che operano lungo la catena di approvvigionamento del carbone. In testa alla classifica troviamo gli investitori USA, 58% del totale.

In due anni, dall’ottobre 2018 all’ottobre 2020, 665 di tutto il mondo hanno concesso prestiti per un totale di 315 miliardi di dollari e attività di sottoscrizione per un valore di oltre 808 miliardi di dollari alle società presenti sulla Global Coal Exit List. Gli istituti di credito giapponesi sono i principali finanziatori delle imprese del carbone, mentre le banche cinesi sono i principali sottoscrittori. 

Katrin Ganswindt, responsabile della ricerca finanziaria presso Urgewald, spiega che “questa è la prima volta che qualcuno tenta di analizzare l’esposizione delle banche commerciali e degli investitori istituzionali verso l’intera industria del carbone. Negli anni passati, l’ambito della nostra ricerca finanziaria era limitato a circa 200 sviluppatori di centrali a carbone. La nostra nuova ricerca, invece, analizza i flussi finanziari verso tutte le 934 società incluse nella Global Coal Exit List”.

Come si legge su energiaoltre.it, il più grande investitore istituzionale del mondo nell’industria del carbone è US Vanguard con partecipazioni di quasi 86 miliardi di dollari, seguito da vicino da BlackRock, che detiene investimenti per oltre 84 miliardi di dollari nell’industria del carbone, secondo quanto afferma il rapporto pubblicato da Urgewald, Reclaim Finance, Rainforest Action Network, 350.org Japan e altre 25 Ong. I maggiori finanziatori dell’industria del carbone sono le banche giapponesi Mizuho con 22 miliardi di dollari di prestiti concessi negli ultimi due anni, Sumitomo Mitsui Banking Corporation con 21 miliardi di dollari e Mitsubishi UFJ Financial Group con 18 miliardi di dollari.

Seguono Citigroup con prestiti da 13,5 miliardi di dollari e Barclays con 13,4 miliardi di dollari, secondo la ricerca di Urgewald che ha identificato 381 banche commerciali che hanno fornito prestiti per un totale di 315 miliardi di dollari all’industria del carbone negli ultimi 2 anni. Le banche giapponesi, in sostanza, sono i principali finanziatori del carbone, seguite dalle banche statunitensi e da quelle del Regno Unito, afferma la ricerca.

L’Italia va invece in controtendenza con una diminuzione dell’esposizione al carbone registrata da UniCredit, Assicurazioni Generali e Intesa Sanpaolo scende rispetto al picco del 2019. UniCredit ha un piano per disinvestire del tutto dal carbone entro il 2028, Generali ha preso impegni in materia nel 2018 ma ha ancora 200 milioni di dollari di investimenti nel suo portafogli. Intesa Sanpaolo la più virtuosa tra i player più esposti: i dati dicono che il disinvestimento ha galoppato, con un -70%.

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