L'andamento del PIL? Lo decidono i "giornali"

Gli articoli di giornale possono prevedere l’attività economica? Da soli no. Ma se analizzati tutti insieme possono fornire dei validi indicatori “testuali” capaci di fornire un sentiment affidabile sul futuro dell’economia di un paese. E possono...
20/03/2021 | Francesco D'Arco

Gli articoli di giornale possono prevedere l’attività economica? Da soli no. Ma se analizzati tutti insieme possono fornire dei validi indicatori “testuali” capaci di fornire un sentiment affidabile sul futuro dell’economia di un paese. E così la stampa diventa protagonista dell’andamento economico di una nazione. 

 

A rivelarlo il working paper “Sentiment, incertezza e previsione dell'attività economica con dati testuali” realizzato dai ricercatori della Banca d’Italia e reso noto nel mese di marzo. Il lavoro propone indicatori sulla fiducia e sull'incertezza delle politiche economiche che impattano sull'economia italiana, utilizzando dati testuali di circa 1,6 milioni di articoli di quattro quotidiani. 

 

In particolare, per la costruzione delle serie storiche giornaliere gli esperti della Banca d’Italia hanno impiegato un dizionario che tiene conto del contesto in cui vengono utilizzate le parole e della possibilità che alcune di esse cambino il significato della frase (da favorevole a sfavorevole o viceversa).

 

Per valutare l'utilità delle nuove misure di fiducia e incertezza, ottenute sia per il complesso dell'economia italiana sia per specifici settori e temi, sono stati effettuati degli esercizi sulle previsioni macroeconomiche di breve termine e quello che è emerso è che gli indicatori proposti riducono l'incertezza delle previsioni mensili sull'attività economica, soprattutto durante le recessioni, e abbassano l'errore previsivo di un modello di forecasting del PIL settimanale.

 

Insomma la stampa non solo racconta ma influenza l’andamento dell’economia del paese dal momento che il significato di un termine può assumere valenze positive o negative in base al suo utilizzo. E questo determina, dati alla mano, la crescita o meno di un paese. 

 

Nel concludere il loro lavoro i ricercatori della Banca d’Italia affermano di avere “in programma di valutare nel prossimo futuro la capacità di queste misure testuali nella previsione dell'attività economica durante la crisi pandemica del Covid19. Quando l'economia è soggetta a forti e bruschi cambi di regime, queste misure possono essere davvero importanti poiché forniscono informazioni tempestive”. Se la futura ricerca dovesse confermare quanto emerso dall’attuale analisi degli esperti di Palazzo Koch, i media saranno chiamati a riscoprire il proprio ruolo di protagonisti e tornare ad assumersi la responsabilità di ciò che raccontano. Non sono un soggetto passivo, ma parte integrante del motore di un Paese. 

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