Climate change, investitori in prima linea

Cambiamento climatico e decarbonizzazione sono fattori sempre più significativi nelle scelte d’investimento. Il “2021 Global Climate Survey” di Robeco
22/03/2021 | Paola Sacerdote

In che modo gli investitori stanno affrontando le opportunità e i rischi associati al cambiamento climatico? Lo svela un’indagine pubblicata da Robeco, condotta presso 300 dei maggiori investitori istituzionali e wholesale del mondo provenienti da Europa, Nord America e Asia Pacifico, che hanno nell’insieme circa 23.400 miliardi di dollari di masse in gestione.

 

Realizzato da CoreData Research, il “2021 Global Climate Survey” di Robeco rivela che il cambiamento climatico è già un fattore significativo nella politica d’investimento di quasi tre quarti (73%) degli investitori considerati. Quasi tutti gli intervistati hanno indicato di aver già adottato una politica formale in materia di cambiamento climatico o che il clima sarà integrato nell’ambito di una più ampia politica di sostenibilità nel prossimo futuro.

 

Uno dei possibili percorsi verso un’economia a basso tenore di carbonio consiste nel puntare ad azzerare le emissioni nette di CO2. L’indagine rileva che gli investitori che si sono già dati questo obiettivo costituiscono una percentuale relativamente ridotta (17%), ma il loro numero è destinato ad aumentare e dovrebbe superare la metà di tutti gli investitori (52%) nei prossimi cinque anni. Il mutamento avverrà soprattutto in Europa e in Nord America, dove più del 60% degli investitori si aspetta di adottare un obiettivo di emissioni zero in questo lasso di tempo. La regione Asia-Pacifico rimane indietro, con appena il 29% degli investitori che prevede di fare altrettanto.

 

Tra gli investitori si registra una crescente consapevolezza della necessità di procedere alla decarbonizzazione e di sostenere la transizione dalla dipendenza dai combustibili fossili verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Secondo la survey di Robeco, nei prossimi cinque anni aumenteranno notevolmente le cessioni di asset ad alta intensità di CO2. Ciò nonostante, oltre il 40% degli investitori a livello globale non ha effettuato disinvestimenti da questa categoria di asset nell’ultimo quinquennio. Tale percentuale dovrebbe scendere ad appena il 19% per gli investitori istituzionali e al 25% per gli investitori wholesale nel prossimo lustro.

 

Al contempo, si rileva una chiara domanda di competenze, supporto e formazione più specializzati sul cambiamento climatico, con il 44% degli intervistati a livello globale che vede nella mancanza di dati e reportistica il maggiore ostacolo all'attuazione della decarbonizzazione. Questa percentuale è ancora più elevata in Europa (58%). Nella regione Asia-Pacifico, la preoccupazione maggiore (54%) riguarda la carenza di adeguate strategie d’investimento a basso contenuto di carbonio, mentre per gli investitori nordamericani la sfida più grande è rappresentata dall’assenza di competenze interne in materia di decarbonizzazione (45%).

 

“Il passaggio a un’economia a basso tenore di carbonio necessita di uno sforzo globale che veda coinvolti governi, autorità di regolamentazione, settore privato e individui, ciascuno per la propria parte” ha commentato Gilbert Van Hassel, ceo di Robeco. “Questa indagine dimostra che la stragrande maggioranza degli investitori è impegnata ad affrontare il cambiamento climatico, il che costituisce un segnale promettente. Tuttavia, sono emerse anche lacune significative nelle conoscenze che impediscono di comprendere appieno questi grandi temi, e molti investitori non sanno da dove cominciare o come intervenire per fare la differenza. Il momento di agire è adesso. In qualità di leader dell’investimento sostenibile, crediamo sia nostro dovere condividere la nostra passione e le nostre competenze con chi non ha ancora piena familiarità con l’argomento, allo scopo di poter affrontare tutti insieme una della maggiori sfide che attende l’umanità: la crisi climatica".

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