Emergenti, green economy e ciclici europei: gli asset su cui puntare

Serge Pizem (AXA IM) espone il suo outlook sui mercati nel 2021 nell’ottica di costruzione di un portafoglio multi-asset
23/03/2021 | Daniele Riosa

Serge Pizem, gestore del fondo AXA WF Global Optimal Income di AXA IM, espone la sua view sui mercati nel 2021 nell’ottica di costruzione di un portafoglio multi-asset.

“La nostra view 2021 – argomenta il manager - resta positiva sulle azioni, in generale i programmi vaccinali dovrebbero continuare a sostenere il sentiment del mercato. Abbiamo una view positiva anche sulle materie prime cicliche, che dovrebbero continuare a beneficiare di una rinnovata fiducia e della ripresa economica quest'anno. I metalli industriali sono supportati dalla forza e dall'ampia base della domanda cinese, mentre la produzione rimane ostacolata dalla pandemia. Abbiamo invece continuato a ridurre strutturalmente la nostra esposizione alle obbligazioni e adottato una duration breve o addirittura negativa di fronte alla pressione sui tassi per i timori di una crescita e di un’inflazione superiori alle attese. Il mercato dei titoli di Stato è soggetto a violente esplosioni di volatilità, in uno scenario in cui gli investitori tendono a sfidare le comunicazioni della Federal Reserve. Potenzialmente, i tassi potrebbero andare oltre quanto sarebbe giustificato dai fondamentali”.

L’analista vede opportunità nei mercati emergenti nella green economy e nei titoli ciclici europei. Partiamo dagli emergenti. “Per il 2021 – spiega - siamo positivi sull’Asia, in particolare sulla Cina, dove cercheremo di approfittare del forte sviluppo dell’economia digitale e della crescita dei consumi. Abbiamo una significativa esposizione sul comparto tecnologico e sui beni di consumo, e apprezziamo società come la tecnologica cinese Tencent, il Gruppo Tal Education, l’azienda produttrice di latticini Inner Mongolia Yili e Yamaha, azienda produttrice di beni industriali e strumenti musicali”.

Capitolo Green Economy. “Il crollo della crescita nel 2020 ha spinto i governi ad adottare importanti piani di stimolo fiscale, e molti hanno annunciato programmi di trasformazione in ottica climate-friendly. L’Unione Europea ha ufficialmente introdotto un piano per la ripresa che prevede di destinare circa 550 miliardi di euro a iniziative green: La transizione energetica “potrebbe generare ingenti investimenti in infrastrutture verdi nei prossimi 10 anni, e crediamo che le società esposte al settore delle rinnovabili possano potenzialmente generare una crescita degli utili superiore alla media di mercato. Inoltre, le imprese di questo settore ottengono generalmente buone valutazioni dal punto di vista ambientale, sociale e di governance (ESG), e potenzialmente il prezzo dei loro titoli dovrebbe essere sostenuto da importanti afflussi di investimenti nell’universo ESG. All’interno di questo tema, la nostra preferenza va alle utility, i cui ricavi sono in gran parte legati alle energie rinnovabili, e alle società industriali che producono apparecchiature elettriche, oltre che alle imprese tecnologiche che forniscono semiconduttori per il settore delle energie rinnovabili”.

Per quanto riguarda le azioni cicliche europee, l’economista ricorda che “negli ultimi tempi i titoli value, spesso presenti nel comparto finanziario, in quello energetico e nei settori molto ciclici, hanno sovraperformato i titoli growth, che tipicamente si trovano nel settore tecnologico e a quello di beni di consumo non ciclici. In genere, il livello di utili registrato dai titoli ciclici varia in base alla situazione economica e ai cicli di mercato. Nel 2020, i titoli ciclici sono stati fortemente penalizzati, ma questo calo delle valutazioni potrebbe rappresentare un punto di ingresso interessante. Con la prospettiva di una normalizzazione della situazione economico-sociale in tempi non troppo lontani, le società cicliche di buona qualità potrebbero potenzialmente incrementare i propri guadagni nel 2021”.  

“Ma un risultato di questo tipo – conclude Pizem - dipenderà dalla velocità della ripresa e dal suo impatto sulla curva dei rendimenti; un irripidimento della curva andrebbe a tutto vantaggio dei titoli finanziari, ma in misura minore se consideriamo il tasso d’interesse utilizzato per calcolare gli utili attualizzati dei titoli growth”.

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