Gestore della settimana: parola d’ordine bilanciamento

Santin (Pictet AM): “Manteniamo una buona capacità di adattarci ai cambiamenti e riponiamo un’attenzione elevata nella costruzione di portafoglio, con la consapevolezza dei rischi di volatilità e dei mutamenti nella correlazione tra le diverse asset class”
29/03/2021 | Lorenza Roma

Il 2021 può essere l’anno della svolta per il mondo degli investimenti. Fabrizio Santin (nella foto), portfolio manager di Pictet Asset Management, descrive le caratteristiche del fondo Pictet Multi Asset Global Opportunities, un comparto bilanciato flessibile che investe su un’ampia gamma di strumenti, aree geografiche, settori e stili gestionali, perseguendo un profilo rischio-rendimento ottimale.

 

L'impatto della pandemia di Covid-19, unito alle misure di stimolo monetario, potrebbe spingere l'inflazione a livelli mai visti. Che rischi ci sono per gli investitori? Dove si presentano invece le opportunità? Gli USA, con la recente approvazione di un pacchetto da 1900 miliardi di dollari (circa 9% del PIL) e la campagna di vaccinazione in rapido avanzamento (a differenza dell’Europa), sono sulla strada di una straordinaria ripresa: i nostri economisti attendono una crescita reale del 6,5% quest’anno, in linea con l’ultima revisione OCSE (con rischi di ulteriori sorprese al rialzo). Il fattore di rischio principale è legato all’inflazione, al di là del prossimo rimbalzo tecnico del dato tendenziale dovuto all’effetto base. In Usa l’Output Gap ovvero l’eccesso di capacità produttiva rispetto alla domanda si richiuderà nel 2022 e i mercati hanno reagito anticipando l’inizio del ciclo di rialzi della Fed, a fine anno prossimo. La Fed, nell’ultima riunione, ha ribadito che l’obiettivo principale è il ritorno alla piena occupazione (ci sono ancora circa 10milioni di posti di lavoro da recuperare rispetto ad inizio pandemia) e che sarà tollerante, in sintonia con il principio dell’inflazione media di periodo (FAIT) adottato dalla Banca Centrale americana nell’agosto dell’anno scorso. Ma fino a dove? Il 2,5%? A fronte della citata accelerazione dell’attività economica in Usa, il mercato ha guardato oltre la fase di tolleranza, ricordandosi che la stessa regola, prevede rialzi dei tassi superiori a quelli dell’inflazione una volta soddisfatte certe precondizioni. I tassi reali (ovvero i tassi nominali al netto dell’inflazione), sempre i più difficili da digerire per i mercati finanziari, sono dunque risaliti velocemente, passando, sulla scadenza decennale, da -1.10% a -0.6% nel corso di poche settimane, ed è improbabile che tornino sui propri passi.

 

Nel contesto attuale quali sono le aree geografiche e i settori sui quali siete più esposti? Come vi posizionate? Abbiamo aumentato l’esposizione ai titoli che possono beneficiare della fase rialzista dei tassi di interesse, come i finanziari americani. Il portafoglio resta favorevole a titoli ciclici e, in alcuni casi, allo stile “value”. I settori sui quali siamo maggiormente costruttivi in questa fase sono industriali, materie prime, finanziari e, sul fronte della tecnologia, il settore dei semiconduttori. Tra i settori “growth” riteniamo che, dopo la correzione di quasi 20 punti percentuali, i produttori di energie rinnovabili tornino ad essere interessanti ritenendo altresì che una stabilizzazione dei rendimenti obbligazionari Usa possa essere oramai vicina. Sui mercati emergenti, abbiamo iniziato a riqualificare l’esposizione investendo sul listino indiano, sul quale vediamo buone prospettive sui temi domestici. In questo momento manteniamo un’esposizione azionaria vicina al 30%, livello raggiunto all’indomani delle elezioni Usa. A partire dalla scorsa estate e con la conferma sui vaccini, abbiamo effettuato la transizione graduale su settori più ciclici, uscendo da settori difensivi e iniziando a investire su small cap americane e settore automobilistico, allora fortemente a sconto; le ultime aggiunte sul fronte dei temi macro (finanziari e riapertura dell’economia) sono state effettuate per fornire una maggiore connotazione value al portafoglio. Gli utili aziendali previsti in crescita di oltre il 30% nel 2021 dovrebbero però permettere agli attivi di rischio di performare ancora nel corso del 2021.

 

Quali sono le caratteristiche del fondo Pictet Multi Asset Global Opportunities? Cosa distingue questo strumento dagli altri fondi multi-asset presenti sul mercato? Il Pictet Multi Asset Global Opportunities (MAGO) è tra i fondi bilanciati più noti del mercato italiano. Parte dall’analisi del contesto macroeconomico, delle prospettive di crescita e delle situazioni politiche delle principali economie mondiali, mantenendo una capacità adattiva elevata al cambiamento del contesto di investimento. Il team di gestione analizza quanto i mercati incorporino nei prezzi lo scenario di base e quelli di rischio, per poi agire, spesso con un approccio contrarian, laddove lo scenario di consenso sia completamente scontato; riponiamo un’attenzione molto elevata nella costruzione di portafoglio, con la consapevolezza dei rischi di volatilità e dei mutamenti nella correlazione tra le diverse asset class.

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